Il Tirreno

Livorno

PALAZZO ROSCIANO 

In arrivo il commissario C’è Verna in pole position

Mauro Zucchelli
In arrivo il commissario C’è Verna in pole position

Rossi: Toninelli mi convochi. Nogarin: fate presto. I timori degli operatori

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LIVORNO. Il nome del commissario dev’esser saltato fuori nel faccia a faccia di ieri sera fra il ministro Danilo Toninelli e il viceministro Edoardo Rixi, M5s l’uno e leghista l’altro. In pole position c’è il contrammiraglio Pietro Verna, classe 1955, attualmente in servizio al ministero delle politiche agricole come capo reparto pesca marittima, alle spalle una esperienza come capo reparto affari giuridici al ministero delle infrastrutture e prima ancora la guida della Direzione marittima dell’Abruzzo. Risulta che sia stato chiesto all’ammiraglio ispettore Giovanni Pettorino, in plancia di comando come numero uno delle Capitanerie di porto, di mettere a disposizione un nome (o forse una rosa di alti ufficiali).

Il commissariamento di tipo istituzionale affidato al comandante del porto qui da noi si scontra contro il doppio siluro che i parlamentari di Forza Italia hanno mandato contro l’ammiraglio Giuseppe Tarzia con pesanti accuse. Verna a parte, non sono esclusi dal ventaglio di possibili commissari anche nomi di ex numeri uno della Guardia costiera livornese come l’ammiraglio Vincenzo Di Marco, capo del 4° reparto nel quartier generale nazionale delle Capitanerie o come l’ammiraglio Ilarione Dell’Anna (che però ha lasciato il servizio attivo).

Non è chiaro se la formalizzazione arriverà stamattina, ma fin da subito si sono moltiplicate le richieste di non lasciare il porto a bagnomaria: prima dell’estate i progettisti dovranno consegnare gli elaboratori relativi alla maxi-Darsena e gli studi sulla geologia dei fondali.

Ma c’è un “ma”: il governatore Enrico Rossi ricorda che per legge il ministero può nominare il commissario solo in casi particolarissimi (mancata approvazione del bilancio o del Piano operativo triennale, disavanzo nel conto consuntivo) e comunque «al massimo per sei mesi». Ma qui l’interdizione avrà una durata doppia: per questo, in forza del fatto che l’iter di nomina ordinario prevede il coinvolgimento del presidente della Regione, chiede al ministro di «essere convocato per concertare la nomina del commissario». Anche perché – rincara – la Regione ha impegnato ingenti risorse per creare le nuove infrastrutture portuali a Livorno».

Se la concertazione ha da essere, va allargata ai rappresentanti della città: non è passato un quarto d’ora dalla nota di Rossi ed ecco che il sindaco Filippo Nogarin si fa sentire. Ripete che «è indispensabile che la fase di stallo duri il meno possibile». Dice di temere che il commissariamento possa arrivare dopo «il pronunciamento del Tribunale del Riesame». Infine rincara: «È del tutto evidente che non si può stare troppo a lungo senza un governo del porto. Quindi ben venga la concertazione, ma l’importante è fare presto».

Si fa sentire anche il fronte delle imprese. «Il porto di Livorno sta compiendo una rincorsa per recuperare quote di mercato, c’è bisogno assoluto di non perdere tempo, non possiamo permettercelo». Del principale terminal del porto – la Tdt dei contenitori in Darsena Toscana – Giulio Schenone è amministratore delegato, l’unico socio rimasto dalla vecchia gestione genovese di Gip con la cordata capeggiata da Luigi Negri, che ha poi ceduto il passo ai fondi internazionali Infravia e Infracapital. «A chiunque venga chiamato a ricoprire questo ruolo, – dice – noi imprenditori portuali chiediamo che si renda conto delle urgenze e non lasci che tutto finisca in una palude di rinvii e mancate decisioni».

Anche Enzo Raugei, numero uno dei portuali, è assai preoccupato: «È giusto che le indagini facciano il loro corso e la fiducia nella magistratura è fuori discussione, ma facciamo a tutti una raccomandazione: niente si blocchi o si rallenti. L’ente che governa il porto non può rimanere senza vertice: se il commissario deve essere nominato, che sia fatto subito e prosegua le attività in corso e di prospettiva di cui il porto ha bisogno. Diversamente ne risentirebbero i traffici e i delicati equilibri economici generali». —

Mauro Zucchelli

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