Il Tirreno

Livorno

dalla parte degli imprenditori  

«I contributi devono essere più centrati sui nostri bisogni»

«I contributi devono essere più centrati sui nostri bisogni»

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LIVORNO. «I contributi dovrebbero essere più centrati rispetto alle esigenze delle imprese». Lo pensa Matteo Italo Ratti che è sia amministratore delegato del porto Cala de’ Medici di Rosignano che proprietario di un’azienda che affitta barche a vela. In sostanza, e non è il solo che lo afferma, gli aiuti che vengono messi a disposizione dovrebbero guardare di più a quello che serve effettivamente alle aziende e magari avere un taglio più adatto alla tipologia degli investimenti che possono essere in grado di fare le imprese dell’area. Cioé di dimensione più piccola e non puntata solo sull’alta tecnologia.

Matteo Italo Ratti porta esempi rispetto al suo settore, quello del turismo nautico: per quanto riguarda le imbarcazioni che vengono date a noleggio, «Abbiamo una flotta abbastanza datata (agli anni 2002 e 2003) mentre altri paesi del Mediterraneo, come per esempio l’Albania e la Tunisia, hanno imbarcazioni con una anno di vita perché purtroppo gli aiuti non sono sui beni strumentali. E questo potrebbe essere importante anche per altri settori, come, ad esempio, l’azienda che lavora nel campo dell’elettricità con la necessità di cambiare un furgone». «Purtroppo - continua l’amministratore delegato di Cala de’Medici - i nostri imprenditori sono stati costretti a fare piani di ammortamento lunghi e quindi non possono fare investimenti. Più lavorano con stagionalità ridotta».

Portando un altro esempio «se per il porto che amministro fosse possibile accedere ai finanziamenti per i mezzi che adoperiamo, acquisteremmo auto elettriche facendo innovazione e inquinando meno». E conclude: «Se la Regione Toscana crede nel turismo nautico deve rendere questo settore più competitivo nel Mediterraneo». —



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