Il Tirreno

Livorno

"Così spacciavano droga da Livorno all'Elba", smantellata la banda dei "Due Mondi"

Stefano Taglione
"Così spacciavano droga da Livorno all'Elba", smantellata la banda dei "Due Mondi"

Livorno, martedì 26 febbraio l’ultimo dei 22 arresti dei carabinieri: 36 indagati, di cui due rinchiusi in carcere Stoccati in un container 80 chili di hashish: sulla vicenda l’ombra della camorra

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LIVORNO. L’ultimo colpo lo hanno messo a segno all’alba di martedì 26 febbraio. Con l’arresto all’Elba del quarantaduenne Salvatore Buongiovanni, un napoletano che si era da poco trasferito sull’isola e che in casa custodiva un chilo di hashish. È un’imponente operazione – con l’inquietante ombra della camorra – quella conclusa dai carabinieri, chiamata “Due mondi” perché tutto partì a Livorno il 6 giugno del 2016 da piazza Garibaldi, all’ombra della statua del grande eroe, con il fermo dell’albanese Artam Shemshiri, oggi fra gli indagati a piede libero. E così ieri i militari hanno dato esecuzione a dieci ordinanze di custodia cautelare.

Oltre 130 i chili di droga sequestrata in due anni e mezzo (126 di marijuana, cinque di hashish e 200 grammi di cocaina) e 36 persone indagate fra cui nove “grossisti”, la cui posizione appare più delicata: due sono in carcere, quattro ai domiciliari, due irreperibili in attesa di essere arrestati, mentre un altro è morto a causa di una malattia. Un altro è invece stato arrestato ieri. Ventisei gli indagati liberi, fra cui due donne, una delle quali residente a Campo. Persone che nell’ultimi due anni e mezzo sono state sorprese con almeno 6-7 chili di hashish a testa e che periodicamente sono anche state arrestate (22 di loro, secondo quanto accertato dai militari).

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Gli indagati a piede libero fanno parte dell’ultimo anello della catena. Il reato contestato è lo stesso per tutti: traffico illecito di sostanze stupefacenti. L’obiettivo sarebbe stato il mercato dell’Elba. «Una terra – ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri Alessandro Magro – solo all’apparenza intonsa». L’operazione è stata coordinata dal reparto operativo guidato dal tenente colonnello Armando Ago su delega del sostituto procuratore Massimo Mannucci. La presunta rete dei trafficanti viene inquadrata come un gruppo senza alcun tipo di sodalizio, con ruoli intercambiabili. Nessuno al vertice. I militari, in un container abbandonato in un campo del comune di San Giuliano Terme (Pisa), nel marzo dell’anno scorso avevano sequestrato 80 chili di hashish.

Il gruppo investigato è risultato essere il canale di rifornimento di due trafficanti napoletani residenti all’Elba. Questi ultimi, appartenenti alla famiglia Tommaselli e affiliati all’omonimo clan del quartiere partenopeo di Pianura, si erano da poco trasferiti a Campo e acquistavano la droga dagli indagati albanesi per rivenderla sulla piazza elbana avvalendosi di pregiudicati del luogo.

Era una rete collaudata e capillare. Alcuni degli indagati – anche con precedenti per furto e ricettazione – avevano delle armi. Due pistole, ad esempio, sono state trovate il 7 luglio 2017 in un bosco durante il fermo di tre albanesi, con munizioni e attrezzi da scasso. Nel corso delle indagini – come documentato in un video dell’Arma – i militari hanno accertato un pestaggio nei confronti di uno spacciatore concorrente, picchiato a Campo fuori da un’officina. Fra gli arrestati – oltre a Buongiovanni – ci sono anche Enrico Calcagno e Filippo Tomaselli, in carcere da dicembre.


 

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di Redazione web