Gioco
Regolamento vicino l’obiettivo è favorire i bar e le attività senza slot machine
Ancora divisioni in commissione sui sette emendamenti La consigliera Amato (Fi): «Si scommettono troppi soldi»
Favorire le attività commerciali che bocciano le slot machine. È questo l’obiettivo dell’amministrazione comunale M5s, con i componenti della terza e della quinta commissione consiliare che si sono riuniti per discutere i sette emendamenti presentati dai gestori delle attività di sale giochi per il posizionamento e la gestione degli apparecchi di intrattenimento e divertimento per il gioco lecito, che prevedono vincite in denaro. Qualche problema c’è stato sulla modifica dell’emendamento numero tre, ovvero la parte che riguardava l’ammissione o meno di sostituzione di apparecchi guasti o di nuova generazione. È stato in parte riformulato, ammettendo la sostituzione di apparecchi secondo la legge 208 del 2015, mentre per quelli di nuova generazione si fa riferimento a quanto previsto dalla finanziaria del 2018.
Sull’articolo quattro tutti favorevoli ad eccezione della consigliera Elisa Amato (Forza Italia). Specialmente nel punto in cui si dice che non rientrano nel regolamento una serie di apparecchi presenti nelle sale e nelle agenzie di eventi sportivi che non utilizzano le slot. Rappresentando, le sale, un luogo in cui ha «importanza il contatto umano tra giocatore ed esercente e tale contatto se educatamente gestito bene, può essere un valido deterrente nei confronti del gioco d’azzardo patologico».
Per l’assessora al commercio Paola Baldari, si tratta di un bel traguardo, giunto al termine di un lavoro lungo e di confronto con le associazioni di categoria. «Alla fine il contrasto al gioco d’azzardo è una delle bandiere della nostra amministrazione e si è continuato in questa direzione. In consiglio il 27 febbraio, spero ci sia un voto unanime per renderlo operativo da subito. Un atto responsabile, mirato a privilegiare la salute pubblica, considerando l’alto numero di pazienti patologici che ci sono nella nostra città».
Secondo Marco Bruciati (Buongiorno Livorno), è stata difesa la volontà del consiglio «che già si espresse in merito con una mozione a settembre scorso», un indirizzo in funzione del regolamento di apertura delle sale scommesse che va a colpire il male maggiore, quello delle slot. Favorire quindi quelle attività commerciali che scelgono di non installare nei propri spazi le slot.
«Mi sono riservata il voto in consiglio – conclude Elisa Amato – dove voterò contro, sull’articolo 4 perché c’è un punto che non mi piace. Non capisco cosa vuol dire che le agenzie o le sale scommesse rappresentano un luogo in cui ha molta importanza il contatto umano tra giocatore ed esercente. Per me, è inammissibile. Sempre soldi si giocano, sempre un sacco di soldi si perdono». —
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