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Reddito di cittadinanza dal 6 marzo: Poste vara il calendario per lettera
Livorno, mercoledì si aprono le richieste. Riunione in prefettura per prevenire problemi di ordine pubblico
LIVORNO. Nel salone delle Poste di via Cairoli è spuntato il primo cartello: “Reddito di cittadinanza, avviso alla clientela...”. Manca una settimana. Una settimana esatta e dal 6 marzo sarà possibile presentare la domanda per il reddito di cittadinanza nazionale. Finisce così la misura locale sperimentata da Filippo Nogarin e parte la scommessa del Movimento di Luigi Di Maio. Il punto è che questa volta i numeri sono molto diversi: se nel 2018 i beneficiari del reddito locale (200 euro al mese per un anno) sono stati poco più di 180, a questo giro potrebbero chiedere il sostegno tra i 7mila e i 10mila livornesi (14mila in tutta la provincia). Inutile dire che il rischio caos e code agli sportelli è altissimo. Tanto che le Poste stanno correndo ai ripari: rafforzando l’organizzazione interna, dando indicazioni ai cittadini e, addirittura, chiedendo aiuto alla prefettura per eventuali problemi di ordine pubblico.
Le domande potranno essere inoltrate via Internet dal sito governativo (redditocittadinanza.gov.it) o con l’aiuto di Caf e Poste. Ci sarà tempo fino al 31 marzo per chiedere il contributo che sarà erogato ad aprile. Ma il timore è che soprattutto nei primi tre giorni ci sia una corsa agli sportelli. Per cercare di gestire meglio la situazione, Poste invita così i cittadini a presentare le domande seguendo un calendario deciso in base all’iniziale del cognome: A e B il 6 marzo, C il 7 marzo, da D a F l’8, da G a K il 9, L e M l’11, dalla N alla R il 12 e dalla S alla Z il 13 marzo. In una postilla in basso si legge che “le domande presentate in un giorno differente da quello previsto saranno comunque accettate”. Ma la speranza degli addetti ai lavori è che siano poche. Dalla sede regionale fanno sapere anche che nei vari uffici sarà predisposto un nuovo bottone (con la scritta “reddito di cittadinanza”), ma evitando sportelli ad hoc.
Di come sarà organizzato il servizio e degli eventuali problemi di ordine pubblico si è parlato al tavolo del prefetto Gianfranco Tomao, che ieri ha presieduto una riunione di coordinamento interforze allargata alla partecipazione di Poste italiane. All’incontro, oltre a prefettura e forze dell’ordine, ha partecipato il direttore provinciale di Poste Fabio Gallinella. «La società – conferma il capo di gabinetto Ernesta D’Alessio – ha chiesto un incontro a tutti i prefetti della Toscana per delineare come si attiverà in vista del 6 marzo». A margine della riunione è stato riferito che la società non prevede affollamenti ingestibili, perché ci sono anche altri canali per presentare le domande, ma che ha voluto comunque informare per tempo le forze dell’ordine nel caso in cui si verifichino criticità. Non sono dello stesso avviso i sindacati, che lanciano già l’sos per il mese che sta per aprirsi.
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