Gioco
Raccolta di firme alle “Brin” contro la mega antenna davanti a scuola
Livorno, gli abitanti di San Jacopo hanno promosso un sit-in preoccupati per la loro salute e per quella dei bambini che frequentano le elementari. «Arpat faccia dei controlli»
LIVORNO. Sono preoccupati gli abitanti di San Jacopo che vivono intorno alle “Benedetto Brin”, la scuola elementare alle spalle della Villa Mimbelli frequentata da tantissimi bambini. Agli amministratori di condominio della zona, infatti, è arrivata una lettera firmata dalla società telefonica Iliad Italia con la richiesta di installare un'antenna teletrasmittente sul tetto di uno degli edifici. Una proposta che verrebbe compensata con un canone annuo di 10mila euro per il palazzo che l'accetterebbe, ma che necessita della totale unanimità dei condomini.
Il "problema", però, è che nel quartiere i favorevoli sono molti meno dei contrari, che ieri pomeriggio si sono incontrati in via Sardegna per un sit-in con raccolta firme per dire “No all'antenna telefonica”. Si sono dati appuntamento residenti, genitori e nonni dei piccoli alunni. «La nostra salute – ha spiegato Roberto Nieri – non è in vendita. Così come quella dei bambini che frequentano le Brin. Io abito proprio lì davanti e al nostro amministratore di condominio è arrivata la lettera della Iliad chiedendo di installare l'antenna sul tetto. La società ci invita a decidere in fretta perché, contemporaneamente, ha contattato anche gli altri palazzi della zona. Perciò entro la fine del mese sarà convocata un'assemblea straordinaria e, intanto, abbiamo promosso questa raccolta firme».
Oltre alla contrarietà di avere l'antenna sul tetto, i residenti di San Jacopo sono preoccupati per la salute degli studenti delle elementari Brin che tutte le mattine verrebbero raggiunti dai raggi della stessa antenna. «Anche io vivo in via Sardegna – interviene Sergio Lenzi – e abbiamo aderito a questo sit-in perché avevamo paura che se il nostro condominio avesse detto di no, ma rimanendo in silenzio, magari qualche altro palazzo avrebbe accettato e allora sarebbe stato tutto inutile. Non esistono prove concrete che le antenne causino tumori, ma nemmeno che non li causino. Perciò, nel dubbio, sarebbe bene evitare di mettere queste antenne proprio vicino alle scuole».
I residenti chiedono un aiuto anche al Comune. «Se l'amministrazione – continua Nieri – avesse approvato il regolamento per la telefonia mobile, escludendo le aree sensibili come appunto una scuola, la proposta di mettere un'antenna qui non sarebbe nemmeno arrivata. Ho parlato con gli uffici del Comune e mi hanno detto che ci stanno lavorando, in modo da adibire all'installazione delle antenne solo le zone aperte, distanti dalle abitazioni e, ovviamente, dai bambini. Vogliamo sensibilizzare la cittadinanza e l'Arpat perché faccia dei controlli».
Anche Massimo Mancini vive nella stessa via. «Nel quartiere sono comparse anche alcune piccole lettere affisse ai muri per chiedere agli abitanti di via Sardegna, via Fantini, via Don Angeli e via dell'Antina Polveriera di unirsi contro l'antenna». Preoccupato anche Antonio Corona. «L'Arpat dovrebbe fare dei controlli e delle analisi per capire se un'antenna del genere possa essere dannosa o no, sia per noi residenti che per i bambini della scuola».
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