Gioco
Il nome per Livorno passa nelle mani di Salvini e Berlusconi
Dopo il voto in Sardegna si vuole tenere unita la coalizione la Lega vuole Pacciardi, Fi tira fuori la sorpresa Barbera
LIVORNO. Alla fine potrebbero essere direttamente Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi a decidere sulla candidatura a sindaco di Livorno, così come sui destini elettorali di Prato e Firenze. In mancanza di un accordo regionale tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia la discussione si sposterà sul tavolo dei leader nazionali. E a quel punto niente di quanto discusso fino a oggi nel centrodestra toscano potrebbe essere scontato.
Il passaggio è delicato, mentre in tema di papabili candidati saltano fuori sorprese. Perché se è vero che la Lega insiste sul nome della manager Giulia Pacciardi, già presentata come candidata a tutti i livelli, si scopre che i forzisti hanno messo sul tavolo fiorentino il curriculum di un manager e imprenditore portuale che in città non ha bisogno di presentazioni: Federico Barbera, ex presidente dell’Interporto. Al Tirreno conferma di essere stato contattato: «Mi hanno fatto due domande molto concrete. Cosa farei per Livorno, ponendo l’attenzione sul fatto che il principale asset economico è il porto. E se sarei disponibile a fare il candidato. Ho risposto che non sarei disponibile a fare il candidato di bandiera, altro è se la coalizione ha bisogno di un profilo come il mio. Per un impegno più per la città che politico. In quel caso...». Ma «nessuna contrapposizione», sottolinea, né con la Lega né con Pacciardi. Sono quindi ancora possibili colpi di scena nella spartizione nazionale delle “quote” tra partiti?
Intanto per capire cosa sta accadendo nel centrodestra bisogna ripartire dalle elezioni regionali in Sardegna: gli incontri in programma sabato e ieri tra i leader toscani dei tre partiti sono stati rimandati (si parla di giovedì o venerdì) proprio in attesa di capire come sarebbe andato il voto nell’isola. Dove alla fine ha vinto il centrodestra unito. Lo fa notare subito Paolo Barabino (Fi), che conferma che a questo punto «c’è la possibilità del tavolo nazionale»: «Già lo aveva detto l’Abruzzo e la Sardegna lo ha confermato: i cittadini hanno capito che la propaganda a 5 Stelle non serve e i sovranisti da soli non ce la fanno: lo schema vincente è il centrodestra unito». Un messaggio chiaro alla Lega per le partite aperte sul territorio.
Non è un mistero: sulla candidatura della manager voluta da Susanna Ceccardi e Manfredi Potenti, Fì ha avanzato più di un dubbio. Mentre FdI ha continuato a tenere sul tavolo il nome del coordinatore Andrea Romiti. Ma su Pacciardi la Lega tira dritto: «È la nostra candidata, apprezzata anche in area nazionale». «Non è escluso che i capoluoghi passino al tavolo nazionale», conferma anche Potenti: «Noi lavoriamo con la nostra candidata» e «speriamo che Fi ci sia, ci dispiacerebbe il contrario visti i risultati che stanno venendo fuori». «Il desiderio – ripete – è di tenere unito il centrodestra, disposti anche a valutare collaborazioni con realtà civiche».
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