Il Tirreno

Livorno

con il prg da varare 

Due grandi poli da ristrutturare Cinta Esterna e zona Enriques

Il trasloco dell’impianto mette in moto una serie di possibili trasformazioni urbanistiche che cambieranno il volto di   due grandi spicchi di territorio 

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LIVORNO. Il presidente dell’Asa Nicola Ceravolo, di fronte al cronista che chiede spiegazioni, insiste su un aspetto-chiave da non sottovalutare: «La strada è stata segnata e non possiamo più tornare indietro: il progetto cambierà il volto del quartiere della Venezia, e stiamo parlando di un territorio che interessa oltre 7 ettari».

La matita dell’intervento, in realtà, punta a ridisegnare uno spazio che è ben più ampio: forse vale quasi tre volte tanto.

Da un lato, si libererà la sede attuale fra piazza del Luogo Pio e le banchine che ospitano love boat e traghetti passeggeri (nascerà lì davanti la nuova stazione marittima prevista dalla privatizzazione della Porto 2000): guai a dimenticare che accanto c’è tutta l’area degli ex Macelli che aspetta da decenni di capire quale destino avrà, e comunque sarà già un successo rilevante riuscire a far sparire i cattivi odori.

Dall’altro, si andrà a ristrutturare qualcosa di più dell’ex Erg davanti allo stabilimento dov’erano Trw e Delphi: c’è un polmone di aree dismesse, degradate, trascurate, abbandonate, anch’esse in attesa di trovare un futuro (a cominciare da Paduletta, che potrebbero diventare un sistema connesso a questa “fabbrica ambientale”).

L’Authority guidata dal presidente Stefano Corsini mette a disposizione del Comune di Livorno l’area per il depuratore. Lo fa a una sorta di “prezzo politico” stabilito dalla normativa in questi casi: lo chiamano tecnicamente “canone ricognitorio”. È la collaborazione fra i due enti – che in passato si sono guardati a lungo in cagnesco – a permettere di individuare gli spazi e di metterli a disposizione di questa operazione che tecnicamente era in agenda fin dal Prg precedente ma poi era rimasta al palo. Poi ci penserà il Comune di Livorno, azionista di Asa, a “girare” all’ex municipalizzata i terreni.

La costruzione del nuovo depuratore della nostra città ha «un rilevante interesse pubblico» non soltanto per la città (che «così può spostare in area decentrata l’attuale impianto cittadino») ma anche per il porto, tiene a ribadire la Port Authority («potrebbe migliorare la circolazione delle acque in porto»).

Da parte di Palazzo Rosciano si torna a ripetere che questo obiettivo in tandem – viene sottolineato – «verrà perseguito nei prossimi mesi attraverso la sottoscrizione di un accordo di programma per la compilazione di un piano di investimenti». Lo farà dando in questo modo attuazione alle prescrizioni che sono state fornite sul punto dal “Nurv” della Regione Toscana, cioè l’autorità competente in materia di valutazione ambientale strategica (Vas) quando è stato dato disco verde alla “Vas” relativa al piano regolatore portuale approvato quattro anni fa. —

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