Gioco
In coda per ore da tutta la Toscana 5mila a vedere l’ Orient Express
Dai giovani ingegneri agli appassionati di Agata Christie, tutti affascinati dai vagoni dello storico treno
Quasi cinquemila persone sono salite ieri a bordo del mitico Venice Simplon-Orient Express per l'unico e forse irripetibile open day organizzato ai capannoni Mida di Guasticce, dove il treno più famoso del mondo si trovava ospite da dicembre per sottoporsi alle manutenzioni ordinarie.
I visitatori sono arrivati da tutta la Toscana e per entrare hanno aspettato anche due ore nel momento di massima affluenza, piegati dal vento sferzante nella lunghissima coda che si snodava fuori dai cancelli fino in strada. Un'attesa ripagata dalla vista dei 13 bestioni di metallo lucente, e ancor più dai lussuosi interni Art Déco. Famiglie, coppie, e gruppi di amici si sono riversati a gruppi di venti persone (l'organizzazione era inflessibile sotto questo aspetto) sul tappeto rosso che univa le carrozze in un percorso attraverso il lusso e la storia. Storia come quella di Giuseppe e Anna Gelli, appassionati di Agatha Christie che dal capoluogo fiorentino - loro che avrebbero sempre voluto fare la transiberiana - sono venuti a Livorno sulle orme di Poirot. O ancora come quella della famiglia Russi: babbo Giampiero che s'improvvisa barman nel vagone ristorante «perché un'occasione così non ricapita più», e mamma Alessia e nonna Lucia a spiegare ai piccoli Michael e Michelle che «no, non siamo sul treno di Harry Potter». C'è poi chi è venuto per interesse (anche) professionale come Jaghir Singh e Jacopo Bruni: «Abbiamo fatto ingegneria insieme, ci porta qui la passione per i treni e la voglia di fare tante belle foto». Del resto «leggerlo è un conto, ma esserci è un'esperienza inaspettata«, precisa Angela Blanco. È venuta col figlio Giacomo «dopo che gli ho letto dell'Orient Express sul Tirreno.
Esserci, e calcare i corridoi del "Grand Hotel su ruote" passando accanto al pianista di bordo che suona le note degli anni Trenta, va oltre la semplice curiosità per questo intramontabile mezzo di trasporto. «A noi piace davvero viaggiare in treno, tanto che l'ultima vacanza l'abbiamo fatta in interrail», raccontano Irma Palandri ed Edoardo Degli Esposti, lei studentessa di psicologia a Firenze e lui allievo del conservatorio (appunto) di Lucca, saliti a bordo del treno dei sogni per la "tratta inaugurale" della loro convivenza.
Ma il Venice Simplon è anche la tappa del "viaggio nel tempo" di Patrick Coupé e Sonia Ciulli, per lei che è nata a Lugano ma discende da nonni livornesissimi: «Siamo in vacanza a Livorno, abbiamo visitato l'Accademia e la Vespucci», e l'Orient Express è proprio la ciliegina sulla torta, visto che «passa da un paese vicino a casa nostra ma non l'avevamo mai visto». Perché treni come questo non si vedono neanche in tanti anni di esperienza in ferrovia come quelli maturati dagli inossidabili Sirio Bardelli, capostazione sovrintendente di Pisa tra gli anni Quaranta e Ottanta, e Giuliano Bagnoli, macchinista al deposito locomotive di Livorno dal 1957 al 1996: «Siamo qui per ammirare il lusso ma anche la perfezione degli aspetti tecnici. Come questi freni a disco, che a quei tempi non c'erano», sottolineano ridendo.
A sovrintendere l'interminabile giornata il "re" Mida Loriano Salatti, ospite d'onore ancora il sindaco di Colle Lorenzo Bacci; e la stretta di mano fra i due vale un impegno che va oltre la manifestazione. «E' un po' come stare agli Uffizi, bisogna fare la coda ma si può ammirare una vera e propria opera d'arte», spiega al Tirreno il primo cittadino, che poi prosegue: «Stiamo lavorando con la Mida perché questa occasione si ripeta negli anni a venire, nel segno della valorizzazione del territorio e dello sviluppo occupazionale». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
