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Tre scippi in due settimane «Gli anziani hanno paura»

Stefano Taglione
Tre scippi in due settimane «Gli anziani hanno paura»

Parlano gli abitanti e i lavoratori del quartiere dopo l’escalation dei borseggi Una donna: «Prima di Natale mi hanno rubato la borsa dentro il negozio»

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«Lavoro qui da vent’anni e non avevo mai assistito a un’escalation criminale così forte. Anche a me, in negozio, prima di Natale hanno rubato la borsa. Mi ero spostata nel bar accanto, non mi sono accorta di nulla. Dentro c’erano i soldi e i documenti, che naturalmente non ho mai più ritrovato».

Cinzia Pagliai è la proprietaria della lavanderia di via Milano, proprio davanti a dove mercoledì pomeriggio un uomo in bicicletta ha scippato una donna di 73 anni, che abita lì vicino, rubandole la borsa con all’interno i documenti e 100 euro. «In questa zona spacciano in continuazione – spiega un’altra commerciante, che per timore di rappresaglie chiede l’anonimato – e anche stamani (ieri per chi legge ndr) una mia cliente ha chiamato il 113 perché ha visto due stranieri che offrivano la droga ai passanti. Probabilmente le persone rubano per comprarsi le dosi. Se ho paura? La sera sì, di giorno un po’ meno».

Quello di mercoledì è stato solo l’ultimo episodio dell’inquietante serie di scippi, focalizzata solo e soltanto in Coteto. L’8 febbraio – era un venerdì – la stessa sventura toccò a un’anziana di 76 anni in via Odoardo della Torre. «Mi ha aggredita alle spalle, strappandomi la borsa e fuggendo in bicicletta – aveva raccontato la signora al Tirreno – e per fortuna avevo un giubbotto molto spesso e quindi non mi sono fatta niente: mi ha riparato dalla botta».

Qualche giorno dopo, lunedì 11 febbraio, il secondo episodio, ancora più sconvolgente: in via Emilia il borseggiatore, non è chiaro se fosse lo stesso ma sicuramente era anche lui in bicicletta, ha strappato la borsa a una donna di 48 anni incinta di sei mesi, buttandola a terra. La futura mamma, per fortuna, verrà dimessa dal pronto soccorso poco dopo e non rischia di perdere il bambino.

«Non vedo passare i vigili urbani da due anni – si sfoga Patrizia Palmini, titolare del negozio di abbigliamento “Ok” di via Toscana – e meno male che con me di tanto in tanto c’è mio marito. Ho paura a chiudere il negozio, ci vorrebbe più sorveglianza. Questo quartiere non è più sicuro». «Se ci fossero più controlli sarebbe meglio – suggerisce Paolo Cresci, uno dei soci del famoso bar Ughi – ma non saprei come mai questi episodi si focalizzino solo in Coteto, visto che non mi sembra un posto più insicuro di altri».

«La polizia municipale ha abbandonato il territorio – si lamenta Franco Cecchi – e qui non controlla più nemmeno i parchi pubblici. Per non parlare dei problemi legati ai parcheggi: ci sono macchine in doppia o terza fil, perfino sui marciapiedi». «Mi hanno già scippata due volte – aggiunge Eligetta Solinas – e ho paura ad andare in giro. Vado sempre in giro con pochi contanti e uso molto il bancomat». «Vogliamo il ritorno del vigile di quartiere, come c’era un tempo – conclude Maurizio Vernaccini, un avventore del bar Ughi – perché mai come ora serve la sua presenza sul territorio. Per altro potrebbe essere utile anche per porre un freno agli incidenti stradali, che qui sono frequentissimi». —



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