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teatro e società 

I nomi degli immigrati morti letti ad alta voce in otto piazze

Gianni Tacchi
I nomi degli immigrati morti letti ad alta voce in otto piazze

Le letture pubbliche sono state organizzate  dal gruppo “Sulla stessa barca” e coinvolgerà attori e allievi di diverse realtà teatrali 

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LIVORNO. C’è il nome di Mathias Zohere, ivoriano, che si tolse la vita dopo aver saputo che la sua richiesta d’asilo in Germania era stata respinta. Ci sono le tragedie che hanno toccato anche Livorno, a partire dai giovani romeni trovati morti - quasi vent’anni fa - in alcuni container al porto. E ci sono soprattutto le storie senza nomi, quelle dei naufragi nel Mediterraneo, quelle dei bambini annegati e dei corpi in mezzo al mare. Oltre 600 episodi drammatici - con 34.361 morti tra migranti e rifugiati in 25 anni, fra il 1993 e il 2018 - che venerdì pomeriggio saranno raccontati contemporaneamente in otto piazze della città: piazza Grande, l’area davanti al teatro Goldoni, piazza della Vittoria, l’incrocio tra via San Marco e via del Pallone, piazza Saragat, piazza San Jacopo in Acquaviva (lato mare), piazza Garibaldi e piazza XX Settembre. Sarà una sorta di lettura pubblica per sensibilizzare la città, con inizio alle 17 e con il coinvolgimento del mondo del teatro livornese.

È stato il gruppo “Sulla stessa barca”, nato alcuni mesi fa, a lanciare l’evento di venerdì con lo slogan “Ad alta voce”, riprendendo i dati certificati dall’organizzazione United against refugee deaths (Uniti contro le morti dei rifugiati). L’obiettivo, si spiega, è quello di far capire a tutti il trattamento disumano che stanno subendo i migranti sia in Italia che in Europa. «Non siamo un’associazione strutturata - le parole di Paola Meneganti di “Sulla stessa barca” - siamo semplicemente un gruppo di persone che non possono restare in silenzio davanti a posizioni politiche ignobili. Leggeremo i nomi di alcuni degli oltre 34mila morti nel tentativo di raggiungere l’Europa, anche perché nella maggior parte dei casi si tratta di persone non identificate, disperse in mare: è un’iniziativa già sperimentata in alcune città europee, mentre in Italia siamo fra i primi».

E qui è stato fondamentale il contributo del regista Emanuele Gamba, oltre a quello di diverse realtà teatrali che saranno protagoniste con attori e allievi di ogni età (ViviTeatro, Libereparole, Gli amici di Paolo, Bottega d’arte del teatro Goldoni, compagnia e scuola di arti sceniche Vertigo, Nuovo teatro delle commedie, centro artistico Il Grattacielo, scuola di recitazione Laura Ferretti e Wintergarten - Atelier di teatro permanente). Nelle piazze ci saranno pure alcuni cartelloni con una serie di dati e numeri sui migranti in Europa e in Italia. Ma Gamba non nasconde le difficoltà, in alcune delle otto piazze, a trovare persone disponibili a offrire l’allaccio alla corrente elettrica per l’amplificatore. —

Gianni Tacchi

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