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Esperti ed ex dirigenti critici: «Un’approvazione già preconfezionata...»
L’associazione “Per la rinascita di Livorno” mette sotto i riflettori il piano strutturale: «Mancata partecipazione e nessuna idea di sviluppo»
livorno. Il nuovo piano strutturale della città, criticato dall’associazione culturale “Per la rinascita di Livorno”, è stato esaminato nei dettagli in un convegno nella sala Pamela Ognissanti di Corea, spiegando le osservazioni fatte e presentate entro i termini previsti dalla legge. Al tavolo, come relatori, anche Gabriele Martelli per Confindustria Livorno-Massa Carrara, Stefano Casini Benvenuti, direttore Irpet, e il segretario generale della Cgil Fabrizio Zannotti. A sintetizzare, con microfoni ancora spenti, il presidente dell’associazione Fabio Canaccini.
«Le aree a Livorno – dice – non ci sono e bisogna guardare all’area vasta. Ma se non ci si apre fuori, come si fa a svilupparci?
E ancora: le Utoe (unità territoriale ottimale elementare) sono troppo frazionate e alcune sono incongruenti, non parlano fra loro come ad esempio la Bellana, il porto e così via. Per non dire della mancata partecipazione. La città non è stata informata prima, mentre dopo, minimamente. Si sta andando verso una approvazione già confezionata».
Canaccini va oltre. «Le nostre osservazioni dovrebbero far riflettere e invece giungono rumors secondo i quali ci sarebbe una delibera di giunta che dice già di rigettarle tutte». Mentre arrivano rappresentanti di altre associazioni, come quella dei giovani (uniinfonews) o gli amici dei musei, la consigliera comunale Giovanna Cepparello (Futuro), l’ex deputata Anna Biricotti, l‘ex presidente della Provincia Giorgio Kutufà, Canaccini non si ferma. «Si lasciano le persone all’oscuro, non si è tenuto di conto del piano regionale di sviluppo, si sorvola sulla legge regionale 64 del 2014 che consente utilizzo di nuovo suolo ove non sussista possibilità di riuso dell’esistente».
Non c’è insomma, secondo l’associazione, una missione vera per i prossimi 20 anni che dia sviluppo sostenibile e risposte per superare la crisi di questo territorio a livello occupazionale, strutturale, ambientale e sociale.
Alcuni esempi? L’associazione, che è composta da numerosi ex dirigenti del Comune, ricorda che siamo un’area di crisi industriale complessa ma non ci sono presupposti per nuovi insediamenti, per l’organizzazione logistica e per l’interconnessione dei territori (si pensa all’area vasta che comprende non solo Pisa e Collesalvetti, ma anche Pontedera). «La criticità e la vulnerabilità geomorfologica e idrogeologica non si declina solo in vincoli, ma anche in opportunità di usi compatibili. Sulla mobilità urbana, sì a un forte progetto di trasporto pubblico e riqualificazione degli spazi, ma non solo attraverso slogan», aggiungono i relatori.
Sempre per la Rinascita per Livorno si prospetta anche l’ipotesi (remota) che la Regione si opponga. Intanto, però, si attende cosa si deciderà in consiglio comunale, dove una “promozione” risicata del documento darebbe un segnale politico da leggere attentamente. Ma anche in caso di ok, il nuovo piano strutturale potrebbe avere uno stop in caso di ricorso al Tar avanzato da semplici cittadini. Fantapolitica? Si, forse, chissà. Accadesse, sarebbe tutto rinviato al dopo elezioni. Con la palla in campo, e il gioco ad essere ripreso da parte della amministrazione che verrà... —
F.L.
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