Lutto
«L’inceneritore va chiuso» Ma l’atto ancora non c’è...
LIVORNO. Ma nel 2021, l’inceneritore sarà chiuso? Si tratta di una delle battaglie principali del mandato di Filippo Nogarin. Eppure non sono arrivate novità durante la seduta congiunta delle commissioni 2 e 6: tutto è fermo alla decisione numero 331 del 6 novembre scorso, nella quale la giunta dette mandato ai dirigenti Letizia Baldi e Giuliano Belli di avviare il percorso diretto all'elaborazione di un atto di indirizzo per la programmazione della chiusura dell’impianto. L’assessore all’Ambiente Giuseppe Vece ribadisce comunque che nel 2021 sarà chiuso. Ma ancora l’atto formale non c’è. È fiducioso e parla della sfida dei prossimi anni ancora oggetto di studio: come smaltire il mare di rifiuti, dopo la dismissione dell’impianto tenuto in vita fino al raggiungimento del termine della procedura concordataria. Perché, nonostante l’auspicio del superamento di quota 65% di raccolta differenziata, quel che resterà significa 27 mila tonnellate di indifferenziata da bruciare.
«Come trattarli, dove, a quali costi? Sono progetti che saranno sviluppati nel corso dell’anno », ha detto. Allo studio una Livorno “modello Treviso”. Senza inceneritore. Per Marco Galigani, capogruppo pentastellato, «si fanno le cose giuste, avendo fatto inserire nel Ptf di Aamps uno studio di valutazione economico-finanziaria per la dismissione dell’inceneritore». Per il consigliere del Gruppo Misto-Pap, Giuseppe Grillotti, «parlano i fatti. Nel novembre 2017 Aamps ha chiesto una modifica della autorizzazione integrata ambientale per poter bruciare più rifiuti. Dice che l’inceneritore si usa per fare cassa. Morirà di morte naturale facendo la fine di quello di Ospedaletto, andato in pensione perché gli interventi di manutenzione straordinaria non erano più convenienti». Per Caruso, capogruppo Pd, «il piano del concordato si basa sugli introiti dell’inceneritore, mi interessa è capire se si potrà realmente dismettere quando dicono. Mi faccio anche una bella domanda: senza l’inceneritore, Aamps potrà continuare ad esistere?». —
Flavio Lombardi
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