Il Tirreno

Livorno

al gazebo di villa fabbricotti  

«Solo la Lega pensa a noi non prendeteci per razzisti»

Lucia Aterini

Dagli sfrattati all’ex Pd a sostegno di Salvini: «È attento ai bisogni del popolo»  

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Non si sentono razzisti e né particolarmente legati alla idee della Destra. Anzi spiegano che la dicotomia con la Sinistra ormai è sorpassata e morta. Lo scontro ora è tra élite e popolo. Ed è per questo motivo che hanno deciso di avvicinarsi al la Lega. Sono diverse decine, in una giornata di sole e nella città che ha dato i natali al Partito comunista, a partecipare al gazebo a villa Fabbricotti con Giulia Pacciardi, la candidata del partito alle prossime elezioni amministrative incoronata da Susanna Ceccardi, sindaca di Cascina e commissaria della Toscana. Che ieri doveva essere a fianco della giovane manager e che invece alla fine non è venuta. C’era, però, una ampia rappresentativa di livornesi: dal ragazzino cattolico (con croce di legno al collo) non ancora maggiorenne fino a una coppia di anziani in attesa dello sfratto perché, come hanno raccontato, non riescono più a pagare l’affitto e non sono riusciti ad avere la casa popolare. Con ex elettori del Pd in testa. «Ho votato a sinistra anche se non in maniera organica - spiega Vito Borrelli , ex dirigente di Casalp, ora in pensione - adesso però questa parte politica è troppo radical, troppo poco popolare, non attenta ai bisogni di chi lavora. Ed è più vicina all’Europa capitalista. Faccio fatica a chiamare la sinistra sinistra. Per questo non ho imbarazzi a dire che da un anno mi sono avvicinato alla Lega e alle politiche sovraniste ». E aggiunge: « Non sono razzista ma non si può procedere con un’accoglienza indiscriminata».

A rinforzare gli stessi concetti c’è Ottavio Herbstritt, 33 anni e attore, (presente virtualmente con una telefonata fatta agli amici al gazebo) che racconta come da Marco Rizzo del Partito comunista sia arrivato a Matteo Salvini perché «è il male minore e in Europa si pensa solo ai pareggi di bilancio e regna il disinteresse verso i lavoratori». Di fronte a villa Fabbricotti c’è poi Daniele Filoia, 29 anni, originario di Napoli e pizzaiolo di professione. «Sono vicino alla Lega che non sento come partito del Nord ma impegnato in una ricerca di legalità e sicurezza e di autonomia dei territori». La Lega attrae pure giovani che avevano investito il loro entusiasmo nel Movimento Cinque Stelle. È il caso di Gabriele Potenza, 23 anni, livornese con un lavoro al porto. I grillini lo hanno deluso e dice: «Mi ritrovo nella posizione politica del sovranismo e vorrei dare una mano alla mia città». E aggiunge: « Qui abbiamo bisogno di rivalutare l’economia con il porto e i luoghi turistici e di cultura».

Al gazebo c’è anche Marcella Fiaschi, 36 anni, che confessa: «Prima di avvicinarmi alla Lega non votavo. A Matteo Salvini riconosco il pregio di aver portato chiarezza rispetto all’euro e ai meccanismi che regolano le politiche europee».E contro il predominio di burocrazia e finanza si scagliano anche Luca Tacchi, 37 anni, e Fausto Fagiolini 47 anni, con passati nel centrodestra e ora militanti della Lega da alcuni anni. Che all’unisono ribattono sul fatto che la Lega sfonderà anche a Livorno «perché è una forza popolare che sta dalla parte di chi ha difficoltà economiche». E concludono spiegando che a Livorno «il primo problema è far ripartire il lavoro». —

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