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Odissea quotidiana dei camion in porto, in fila per il ponte alzato sulla Fi-Pi-Li - Video
Livorno, la video denuncia di Claudio Bartoli: «Anziché bloccare tutto per più di un’ora nel momento clou, perché le barchette non le fanno passare nella pausa pranzo?»
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LIVORNO. «Tutte le volte è la stessa storia: il sistema dei ponti sopra il Canale dei Navicelli si apre per far passare una barchettina e tutto il collegamento con la Darsena Toscana si ferma con un serpentone di camion bloccati in fila». Parola di Claudio Bartoli titolare della storica ditta di famiglia nel settore spedizioni internazionali. Anche l'altra mattina solita scena: almeno una cinquantina di camion “prigionieri” all’uscita dalla Darsena Toscana («e nove erano della mia azienda», dice Bartoli).
«Ma – aggiunge – invece di bloccare tutto ogni volta per più di un’ora nel momento clou del lavoro, perché non si prevede di far passare le barchette durante la pausa pranzo?». «Questo è l’ennesimo guaio che affligge chiunque trasporti merce nel porto di Livorno», dice , titolare di una ditta di autotrasporto e consigliere dell’organizzazione di categoria Anita: «C’è l’interruzione del transito al ponte, c’è la deviazione per i lavori alla maxi-buca (e in primavera-estate le difficoltà aumenteranno), ci sono i flussi di turisti stranieri che passano in mezzo ai camion in zona portuale da quando hanno aperto il varco davanti al Costiero, c’è via Salvatore Orlando chiusa lato nord. Alla fine ci metti più tempo a fare tre chilometri in zona portuale che cento per venire da Firenze. E siccome la competizione sui prezzi ormai considera anche i dieci euro di differenza, ecco che la somma di questi problemi rischia di diventare un problemone».
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