Gioco
Muore ex professore del Nautico dopo quattro mesi di agonia
Livorno: lutto per la scomparsa di Roberto Capperi, noto anche per il passato da atleta. La figlia: «Al “Versilia” nei fine settimana lo tenevano a letto senza riabilitazione»
LIVORNO. È morto dopo quattro mesi di agonia all’ospedale Versilia, dove era ricoverato dopo un brutto incidente in motorino. Livorno piange l’ingegner Roberto Capperi, ex insegnante dell’Istituto nautico e sportivo di primo piano nella realtà labronica.
Settant’anni da poco compiuti, in gioventù è stato un buon atleta lanciando il martello a 51,58 metri, cosa notevole alla fine degli anni Sessanta. Ha vestito la maglia amaranto della Libertas e quella bianco verde dell’Atletica Livorno. Oltre all’attività scolastica, aveva uno studio professionale di ingegneria e ha abitato a Shangai, andando al mare ai Pancaldi. Lascia i figli Andrea e Veronica, ed è proprio quest’ultima che vuole vederci chiaro su come il padre, inizialmente ricoverato a Livorno, è stato curato al Versilia.
«Il 29 settembre è caduto dal motorino sul ponte Santissima Trinità e purtroppo è stato vittima di un’emorragia cerebrale – dice – che gli ha provocato un’ischemia. Ma si era ripreso, stava meglio: è sempre stato lucido. I problemi sono iniziati quando lo hanno trasferito al Versilia per la riabilitazione, visto che in viale Alfieri abbiamo sempre trovato medici, infermieri e operatori socio-sanitari molto gentili».
La donna, per il momento, non ha sporto alcuna denuncia. Ma è arrabbiata e non esclude di farlo nelle prossime settimane. «Chi, come lui, deve essere sottoposto a una riabilitazione psicomotoria dovrebbe essere alzato dal letto ogni giorno – spiega – ma al Versilia, sia il sabato che la domenica, questo non avveniva. Purtroppo non era un problema solo suo. Per lui, l’immobilità, ha rappresentato un ulteriore problema, anche se naturalmente noi eravamo ben consapevoli della gravità delle sue condizioni di salute».
Capperi, durante la settimana, veniva comunque sottoposto a tutte le attività previste dalla terapia. Ma i familiari si lamentano del fatto che la stessa cosa non avvenisse nel fine settimana, con l’ex sportivo dell’Atletica Livorno che per due giorni alla settimana sarebbe rimasto immobile nel letto. «Ho notato un po’ di menefreghismo – spiega la figlia, Veronica Capperi – che non mi è piaciuto. A Livorno invece abbiamo trovato delle persone squisite».
«La forte fibra di Roberto Capperi non ce l’ha fatta. Dopo quattro mesi di sofferenze in vari ospedali per cercare di ristabilirsi dopo un grave incidente stradale è deceduto. Alla famiglia va il cordoglio del presidente Claudio Cerrai e di tutto l’ambiente dell’Atletica Livorno», scrive il gruppo sportivo. Cordoglio anche da parte della Libertas Runners. «In questo momento di grande dolore ci stringiamo intorno alla famiglia», scrivono su Facebook. I funerali del settantenne – «che era buono e amava i suoi nipoti», dice la famiglia – si sono svolti il 13 febbraio al cimitero dei Lupi. Il decesso è avvenuto martedì mattina, 12 febbraio.
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