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Procura di Livorno sotto organico: «Mancano i magistrati ma non solo» - Il dossier
L’allarme del procuratore capo Ettore Squillace Greco nella relazione annuale: «Nonostante il numero di sfascicoli c’è stata anche la riduzione di una unità». Ecco cosa va e cosa non va nella giustizia livornerse
LIVORNO. La Procura di Livorno è in emergenza: sotto organico di tre magistrati (un pm è stato trasferito, una è in maternità e l’ultima in malattia) e con un ridimensionamento strutturale di una unità. È questo il più grave dei problemi che riguarda la giustizia livornese. A ripeterlo, nella relazione annuale inviata al procuratore generale della corte d’appello di Firenze, il procuratore capo Ettore Squillace Greco.
«L’organico dei magistrati – scrive – è stato ridotto di una unità. Questo ridimensionamento è un grave danno per Livorno e il suo comprensorio prima ancora che una penalizzazione per l’ufficio». Il procuratore, che ha segnalato «la problematica agli uffici competenti» spiega come rispetto alla procura fiorentina dove il rapporto tra reati e popolazione è di poco superiore a quella livornese siano stati assegnati due magistrati in più.
«Non c’è bisogno – prosegue Greco – di evocare Trilussa e la satira sui polli per ribadire come i dati statistici, se analizzati superficialmente, possano ingannare. In altri termini – insiste – la realtà giudiziaria è da tempo sottostimata». Tutto ciò «in un ufficio in cui è in aumento il numero dei procedimenti iscritti e ciascun sostituto ha un carico annuo di 1629 nuovi procedimenti. Molti di questi particolarmente complessi, primo fra tutti quello sul tragico alluvione».
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Per i palazzi stanziati tre milioni
È stato istallato a novembre ma non è ancora in funzione. Si tratta del metal detector sistemato all’ingresso del palazzo Giustizia di via Falcone e Borsellino. Si tratta di un primo passo che dovrebbe garantire una maggiore sicurezza richiesta per anni e che va ad aggiungersi a una apparecchiatura radiografica in uso alle guardia giurate che lavorano in via del Larderel e al palazzo di giustizia. Anche perché – come spiega il procuratore capo – lo stato complessivo dei due palazzi li rende bisognosi di incisivi interventi. Si tratta di due strutture di notevole pregio storico artistico, ma le condizioni sono tali che in presenza di rovesci temporaleschi, anche di media entità, molti interni si allagano. Nel palazzo di via Falcone e Borsellino ciò avviene sistematicamente per gli uffici di polizia giudiziaria, situati in un’ala dell’edificio, e per i corridoi della Procura. In questo contesto il ministero della giustizia ha stanziato 3 milioni di euro per interventi nei due palazzi.
L’unica auto è una vecchia Fiat Punto
Non c’è solo la carenza di magistrati alla Procura di Livorno, ma anche quella di mezzi di trasporto. Infatti in dotazione all’ufficio c’è soltanto una vecchia Fiat Punto con oltre centomila chilometri che entra ed esce dell’autofficina con un continuo spreco di denaro pubblico. In aiuto a questa situazione paradossale è scesa in campo in passato la Procura generale che per tamponare la carenza di mezzi ha prestato una delle sue auto alla procura livornese che viene utilizzata sia dal procuratore capo che dagli altri sostituti in caso di necessità.
Un aiuto che ovviamente non ha risolto il problema. Una criticità che era stata denunciata dal procuratore capo anche nella relazione dello scorso anno ma che in dodici mesi non è stata risolta, tanto da essere una delle criticità segnalate al procuratore generale della corte d’Appello di Firenze anche nell’ultimo documento presentato all’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Società fallite: spariti 38 milioni
È un fiume di denaro quello che sarebbe sparito dai reati fallimentari. Nel 2018 infatti sono in aumento i reati in materia economica. In particolare le denunce per bancarotte fraudolente societarie che registrano un aumento del 16% con distrazioni rilevate per circa 38 milioni di euro (aumento del 78% rispetto al periodo precedente). In aumento anche i reati di falso in bilancio e le conseguenti denunce a carico di società o persone fisiche con rivelazioni dei dati mendaci per circa 1,3 milioni di euro. Solo la guardia di finanza ha eseguito sequestri di valori mobiliari e immobiliari per circa 14 milioni di euro (con un aumento del 59% rispetto al 2017). Sempre per quello che riguarda i reati economici sono state confiscate 27 unità immobiliari ad un unico soggetto per un valore complessivo di quattro milioni di euro condannato per estorsione e sequestro di persona. Una condanna confermata in appello.
Calano gli incidenti sul lavoro
Pur essendo il leggero calo rispetto all’anno precedente le iscrizioni per omicidio colposo e di lesioni ricollegabili all’attività lavorativa, quella della sicurezza sui luoghi di lavoro e della tutela del lavoro in genere, si è confermato, anche nel 2018, un settore meritevole di grande attenzione da parte della Procura. Anche perché i numeri di Livorno sono comunque in controtendenza con il resto della Toscana dove la flessione è maggiore. Al centro degli accertamenti della Procura livornese l’esplosione della cisterna all’interno della depositi cantieri Neri dove hanno perso la vita due operai. «Indagini che si sono rivelate «molto impegnative e tutt’ora in corso». Anche perché in generale – secondo la Procura – le attività lavorative svolte in aree portuali sono tra quelle maggiormente a rischio in tema di sicurezza sul lavoro. Inoltre c’è una pericolosa equazione da tenere presente: la crisi economica tende a ridurre i costi e penalizzano la sicurezza sui luoghi di lavoro.
È allarme per le frodi informatiche
C’è una tipologia di reati che cresce costantemente (e pericolosamente) di anno in anno. È quello che riguarda le frodi informatiche. Il dato del 2018 se confrontato con l’anno precedente è ancora più preoccupante. Se nel 2017 l’incremento era del 50% rispetto al 2016, questa volta l’ aumento è addirittura del 69,5%. I reati informatici segnalati alla Procura comprendono numerose e variegate condotte: truffe on line in primis come la prenotazione di vacanze che poi si rivelano una fregatura, ma anche le intercettazioni di flussi telefonici, i furti d’identità sino ad arrivare a delle vere e proprie estorsioni. Come? Attraverso la richiesta di soldi dietro la minaccia di pubblicare on line foto o notizie della vittima del raggiro. In questo ultimo caso molto spesso si tratta di raggiri a sfondo sessuale dove avvenenti utenti contattano la vittima con promesse a luci rosse prima di far scattare il tranello.
Negli uffici scarseggiano pc e scanner
Tra le emergenze della Procura c’è anche quella che riguarda la strumentazione, a cominciare da computer e scanner. Nel corso dell’ultimo anno, infatti, è stata portata a termine una procedura di fuori uso di 27 pc non più utilizzabili che però nel corso degli anni non sono stati adeguatamente rimpiazzati. La dotazione hardware della Procura risulta inadeguata alle esigenze dell’ufficio in quanto, sebbene tutto il personale sia dotato di pc individuali (non sempre performanti) si registra una carenza di stampanti e apparecchiature scanner. Una emergenza che fino ad oggi è stata sopperita con l’utilizzo di fotocopiatrici. Inoltre uffici prioritariamente destinati al servizio pubblico, come ad esempio quello del casellario giudiziario, non possono prescindere dalla necessità di essere dotati di stampanti performanti che non si inceppino in continuazione – come invece accade oggi – con un danno di immagine per l’amministrazione.
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