Gioco
Un giornale più grande per raccontare un grande territorio
Ventisei pagine di cronaca locale per rendere protagonista Livorno con Colle, Cecina, Rosignano e i borghi della Costa degli Etruschi
Comprando in edicola il Tirreno queste mattine, i lettori hanno subito avuto modo di vedere che dentro il quotidiano c’è una cronaca locale più ricca, con ancora più informazione e con più pagine. E sicuramente si sono chiesti il perché di questa nuova iniziativa. Come mai questo storico giornale, che sta per compiere 142 anni di vita, ha deciso di dedicare proprio ora un’attenzione ancora più particolare a Livorno, a Rosignano, a Cecina e ai comuni circostanti riunendo le cronache in un unico e grande fascicolo (ben 26 pagine! ) con servizi, inchieste, politica, economia, cultura, sport, spettacoli e commenti? Quali motivi hanno indotto il Tirreno a fare questo passo?
Rispondiamo subito che l’idea non è nuova. Da tempo, infatti, pensavamo di realizzare una edizione che unisse dal punto di vista dell’informazione un territorio che è già unito non solo dal punto amministrativo (enti, uffici, burocrazia, infrastrutture e trasporti, sanità, lavoro etc.) ma anche da peculiarità e caratteristiche che lo rendono variegato e al tempo stesso affine: da Livorno e il suo mare alle pianure di Collesalvetti, passando dalle vivaci Rosignano e Cecina fino ad assaporare le colline ricche di storia della Costa degli Etruschi e da qui approdare ai vigneti di Castagneto Carducci. Questo territorio è il cuore di diffusione del Tirreno. È questa può essere definita l’altra Toscana che si “contrappone” all’area metropolitana fiorentina. Rispetto alla Toscana centrale c’è meno ricchezza, c’è uno sviluppo che fa fatica a rimettersi in moto e c’è anche un grave gap infrastrutturale.
Ma la nostra costa con i suoi porti e i traffici di merci e passeggeri, con eccellenze nel settore delle nuove tecnologie, con l’industria, con il commercio ed il turismo eno-gastronomico ha tutte le carte in regola per recuperare e vincere una grande scommessa: tornare ad essere protagonisti della vita non solo toscana ma anche di quella nazionale. Ecco perché raccontare tutto ciò che accade in un territorio è sì necessario ma non è sufficiente. Non basta. Oltre a dare notizie e informazioni, un giornale locale come il Tirreno – che conosce da vicino la realtà in cui opera – deve interpretare la realtà e contribuire ad aiutare le “sue” città a svilupparsi: questo è l’obiettivo che ci ha spinto a unificare in una grande cronaca le città di Livorno, Cecina, Rosignano e dintorni.
Quel che vogliamo fare è presentare punti di vista che guardino a questo territorio come un insieme. La frammentazione è stata una delle ragioni della debolezza di Livorno e provincia. Ma questo ovviamente non significa né la messa cantata a canali unificati né un pensiero monocorde: al contrario, in un mondo che si rinchiude dentro le palizzate della cosiddetta “identità”, meglio provare a dialogare (e a bisticciare) per trovare una sintesi, una mediazione più alta e più coinvolgente. Valorizzando anche le eccellenze presenti sul territorio: ce ne sono davvero tante, come evidenziato nel convegno sull’innovazione organizzato la scorsa settimana dal Tirreno nel salone dei Bagni Pancaldi di Livorno gremito di pubblico. È per questo che il Tirreno sarà ancora più vicino alle sue migliaia di lettori: vogliamo sentire sempre di più la vostra voce e farci portatori delle vostre preoccupazioni e delle vostre proposte. L’ambizione è farvi sentire protagonisti della grande rinascita di questo meraviglioso territorio che tutto il mondo ci invidia, nella consapevolezza di avere sempre il Tirreno al fianco. L’alternativa è rassegnarci a rinchiuderci ciascuno nel nostro orticello sperando che la bufera passi altrove. –
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