Il Tirreno

Livorno

Diecimila livornesi potrebbero chiedere il nuovo reddito di cittadinanza

Juna Goti
Diecimila livornesi potrebbero chiedere il nuovo reddito di cittadinanza

Livorno, fine della misura locale: il Comune alle prese con i progetti per evitare il caos sulle 8 ore da “restituire” alla città 

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LIVORNO. Era il dicembre del 2015 quando Luigi Di Maio annunciò via Facebook che Livorno, «prima città in Italia», aveva «dato il via al bando per il reddito di cittadinanza comunale». Ora l’esperienza in scala livornese, che in tre anni ha visto cambiare regole e importi, si chiude: lascia il passo al reddito di cittadinanza del governo gialloverde, che dovrebbe sbloccare i primi soldi ad aprile. Proprio a un mese dalle elezioni che decideranno sindaco e parlamentari europei. Ma quanti sono i livornesi che potrebbero chiedere il sostegno? Tra i 7mila e i 10mila. Questo è il dato rimbalzato ieri sul tavolo dell’assessore Leonardo Apolloni e della vicesindaca Stella Sorgente.

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La stima dei potenziali beneficiari è stata fatta sulla base dei dati Irpet. Ed è partendo da questa stima che già da oggi il municipio correrà ai ripari per non farsi trovare impreparato. Perché se è vero che l’erogazione dei soldi (fino a 780 euro al mese a persona) è “affare” di Inps e Poste, è vero anche – spiega Apolloni – che starà ai Comuni sottoscrivere con i diretti interessati un «Patto per l’inclusione sociale che sarà associato al Patto per il lavoro che firmeranno al Centro per l’impiego». In altre parole starà al Comune indicare i progetti di «restituzione alla comunità» che dovranno vedere i beneficiari impegnati fino a 8 ore a settimana in ambito culturale, sociale, ambientale...

«Vogliamo accelerare questa fase e domani in giunta – fanno sapere Apolloni e Sorgente – daremo mandato agli uffici di predisporre gli atti per arrivare ad attivare i progetti: vogliamo che alla prima erogazione livornese il beneficiario abbia subito un progetto dove impiegare le 8 ore». Il passaggio è delicato, ricordano anche quanto è avvenuto con il Rdc in salsa livornese: per un anno è stata Reset, associazione di area stellata, ad occuparsi delle attività dei beneficiari, come la vigilanza nei parchi. Poi più niente è stato fatto.

Apolloni spiega quindi che ora la sfida sta proprio nel capire come organizzare questa fase, partendo da un migliore coordinamento con il Centro per l’impiego e dalle associazioni. «La nuova misura – sottolinea comunque – innesterà una rivoluzione per i servizi sociali locali, perché libererà risorse (lo scorso anno al Rdc sono andati 450mila euro, ndr) che potremo investire sulla prevenzione. Ad esempio per i minori che rischiano di diventare i futuri adulti fragili». Certo è che la platea del nuovo reddito, come fa notare lo stesso assessore, sarà molto diversa da quella a Isee zero della vecchia misura locale. Con meno “casi sociali” e molto più ampia, se si pensa che nel 2018 le famiglie beneficiarie sono state 193. Così, anche per affrontare questa partita, il Comune rafforzerà per un anno l’organico: con i soldi regionali del piano povertà saranno assunte 4 assistenti sociali e 4 amministrativi a tempo, oltre al supervisore che il personale socio-pedagogico chiedeva.

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