Il Tirreno

Livorno

Il Festival di Sanremo a casa Pellegrini: tutti per Francesco e gli Zen Circus

Cristiana Grasso
Il Festival di Sanremo a casa Pellegrini: tutti per Francesco e gli Zen Circus

Livorno, emozione e tifo nelle stanze che ospitarono anche Mascagni e dove si celebrò un campione di “Lascia o Raddoppia?”

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LIVORNO. Francesco appare per primo quando le telecamere inquadrano la sua band, quel bel viso che i riccioli non riescono a nascondere, la chitarra a tracolla. Francesco è Francesco Pellegrini, il livornese che più livornese non si può dei labronico-pisani Zen Circus, in gara al Festival di Sanremo con il brano “L’amore è una dittatura”. E hai voglia di essere una famiglia che la musica la suona, la ama e la conosce da generazioni. Hai voglia di avere dimestichezza con palcoscenici, sipari, cori e spartiti.Qui ci sono mamma Damiana Barbato e babbo Andrea Pellegrini, la sorella Chiara, il fratello Marco (figlio di Andrea e della violoncellista Elisabetta Casapieri) e quando Francesco, “tato” per Chiara, appare sullo schermo della tv («e pensare che noi la televisione non la guardiamo mai... ») su tutto vince il cuore che fa un tuffo e il tifo che viene dall’amore. Si applaude e si grida, soprattutto si cerca di votare quel benedetto 4 con i telefoni anche se il meccanismo del televoto non è tanto chiaro e alla fine ci si annoda un po’ «anche perché - racconta questo bel “gruppo di ascolto” composto da parenti e amici tutti in qualche modo legati al mondo della musica e della creatività - non è che noi con il televoto abbiamo chissà quale confidenza... E chi lo ha mai usato?».

Alla fine di voti buoni ne sono partiti pochi, di telefonate di altri spettatori di famiglia ne sono arrivate tante ma soprattutto, nonostante l’emozione e la felicità di vedere “tato” lì sotto gli occhi di milioni di italiani insieme ai suoi compagni di band Andrea Appino, Karim Qqru e Massimiliano "Ufo" Schiavelli, c’è anche posto per un ascolto “professionale”. E questo anche quando canteranno gli altri livornesi, Motta ( grande amico di Francesco e della sua famiglia) e, all’una di notte, tra gli ultimi in gara, Enrico Nigiotti.

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Qui, tra spaghetti al ragù, torta di ceci, m&m’s, vino e cocacola si fa il tifo anche per gli altri. E per ogni brano c’è anche il giudizio critico. Strapromossi gli Zen Circus «ma anche se ovviamente non possiamo negare l’emozione di essere così direttamente coinvolti la canzone ci sembra davvero bella e l’esecuzione è stata ottima». Tra i più apprezzati c’è Daniele Silvestri, sull’ospitata di Bocelli jr ci sono delle perplessità, Baglioni è sempre Baglioni se non altro perché qui la generazione degli old è proprio quella che con Baglioni ha mosso i primi passi nell’adolescenza. Su altri ci si divide, si scherza, si fanno battute.Certo, la musica che echeggia in questa antica e accogliente casa in piazza Magenta è musica colta, d’autore, la musica di una vera e propria dinastia di artisti, dal nazional popolare siamo lontani galassie di note.

Andrea Pellegrini è un pianista e compositore di musica jazz che lavora in tutto il mondo, Damiana Barbato oltre che cantare («ma per hobby eh» è la sorella di Toto Barbato, direttore del The Cage (tempio livornese della musica giovane) da una vita a contatto con il mondo dello showbusiness internazionale di qualità. Chiara è cantate jazz, ha tenuto concerti ovunque e ora vive a Lisbona dove insegna tra una tournée e l’altra, e tra poco parte per un tour in Germania. Il più giovane Pellegrini, Marco, anche lui la musica ce l’ha nel sangue. E e poi finalmente rilassati, dopo il momento Zen Circus, su divani e tappeti ci sono anche la cantante Francesca Carrera, Chiara Carboni compagna di Andrea Pellegrini architetta e designer, membro del comitato Unesco Jazz dei Livorno.

Una “giuria” un po’ intenerita da amicizia e parentela ma decisamente competente. Perfetta per ritrovarsi in una casa così che fu frequentata da Pietro Mascagni, molto amico di Giulio Pellegrini e del figlio Paolo, nonno di Andrea (insegnante di musica, compositore di pezzi sacri, per pianoforte e voce e per pianoforte, organista e pianista)e sempre una storia di musica (e anche di caccia,perché qui vicino all’epoca si cacciava...) a fare da collante così come lo sta facendo questa serata sanremese. E ancora la musica, sempre in questa casa, la fece da padrona nel 1956:l’appartamento infatti si riempì per assistere, davanti a un televisore in bianco e nero comprato per l’occasione, alla finale di “Lascia o Raddoppia?” del superconcorrente Pierluigi Pellegrini, violinista e pianista zio di Andrea. Rispondeva a domande sulla lirica, fece persino scappare una delle prime gaffe a Mike Bongiorno, vinse oltre 5 milioni di lire in gettoni d’oro.

Memorie che suonano in ogni angolo di questa casa e la riempiono di bellezza e anche di amore. Ieri sera tutto quell’amore era per uno dei più giovani eredi della dinastia di musicisti, ormai alla settima generazione: Francesco , arrivato al festival di Sanremo a tutto rock.




 

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