Gioco
I commercianti bocciano i saldi: «Sono un flop, bisogna cambiare»
Commercianti insoddisfatti dei saldi: a Livorno il problema sono le grandi catene e i parcheggi a pagamento, a Cecina lo sbaracco non dà più risultati. E nelle zone turistiche c’è chi vuole posticiparli.
Saldi, i commercianti piangono: «Alla lunga vincono le grandi catene»
«Promozioni tutto l’anno, crisi economica e parcheggi troppo cari tengono i clienti lontani dai negozi del centro»
di Gianni Tacchi
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.17736037:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17736037:1652455245/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Ecco il viaggio tra i commercianti insoddisfatti dei saldi: il nostro tour da Livorno a Cecina passando per Rosignano e Castiglioncello
LIVORNO. C’è chi parla delle «difficoltà economiche di tantissime famiglie», chi sottolinea «il problema dei parcheggi a pagamento che portano i livornesi nei centri commerciali» e chi evidenzia «la scarsa qualità dei negozi rispetto a vent’anni fa». Per quasi tutti i commercianti del centro, comunque, il bilancio del primo mese di saldi invernali - partiti lo scorso 5 gennaio - è negativo sotto ogni punto di vista. Anzi, disastroso, tanto che qualcuno non nasconde «incassi al minimo storico» e annuncia «riflessioni sul futuro perché i piccoli negozi sono destinati a morire». Tutto mentre manca un altro mese alla conclusione dei saldi, fissata in Toscana per il 4 marzo, anche se in realtà diversi esercenti stanno già tirando fuori la nuova collezione.
PARCHEGGI TROPPO CARI. In via Grande ci sono attività storiche come Sandro Carrà, negozio di calzature aperto nel 1979, e più recenti come Kaos, dove si trova abbigliamento da donna, ma la situazione è la stessa. «I saldi? Malissimo, mai come quest’anno», risponde Alessandro Spinelli, titolare di Sandro Carrà, che poi allarga il discorso parlando dell’ultimo anno lavorativo: «Sono veramente preoccupato, in quarant’anni non ho mai visto una situazione del genere. E le vendite sono state negative anche nel periodo natalizio: tra centri commerciali e parcheggi a pagamento, mantenere un negozio nel cuore della città è quasi impossibile». «Alla lunga vincono le grandi catene - allarga le braccia Annalisa Malloggi, responsabile di Kaos - ormai questa città risponde solo alle offerte dei magazzini e ai prezzi bassissimi». E secondo Fabio Bolaffi, titolare dell’omonimo negozio di ottica, ha influito anche la trasformazione della stessa via Grande, «dove non ci sono più negozi di qualità». Per tutti il problema principale resta quello dei parcheggi a pagamento, che in via Grande sono tra i più cari d’Italia, come ripetono anche dal negozio di abbigliamento Disegni: «Partendo dal presupposto che la gente non ha più lo stesso potere d’acquisto di una volta - spiega Manuela Baggiani, moglie del titolare Gustavo Disegni - bisognerebbe studiare delle soluzioni per riportare i livornesi in centro. E invece ci sono le strisce blu con tariffe altissime, senza dimenticare che di recente sono spariti anche i posti per gli scooter. Sì, questa amministrazione comunale ci sta affossando. E poi c’è il problema dell’e-commerce: ormai quasi tutti fanno acquisti online». «La situazione non è semplice - conferma Sara Bitossi, responsabile del negozio di scarpe e borse Primadonna, con la commessa Marica Bonetti - ma cerchiamo di andare avanti con fiducia, anche perché il rapporto qualità-prezzo dei nostri prodotti è ottimo».
CACCIA AL MAXI-SCONTO. In centro c’è anche chi punta esclusivamente sul made in Italy, ma le difficoltà non mancano e si sono sentite soprattutto in questo periodo. Lorenzo De Sarno è il titolare di By Man & By Woman, negozio di abbigliamento tra piazza Grande e largo Duomo, e sottolinea che «non c’è più la rincorsa per acquistare un capo nei primi giorni di saldi, dato che tutti aspettano i maxi-sconti». Almeno il 50%, quindi, «ma in realtà - aggiunge De Sarno - c’è chi apre il portafogli solo con il 70%: noi lavoriamo sulla qualità cercando di mantenere prezzi accessibili, ma non è semplice perché la gente preferisce risparmiare». E il calo degli incassi è stata la logica conseguenza. L’azienda “Si! Si. Pelle” ha aperto quasi un anno fa in via Ricasoli, ha scelto la strada del made in Italy come By Man & By Woman e a gennaio ha riscontrato le stesse difficoltà, come rivela la dipendente Suli Romanelli: «Tra i livornesi c’è la tendenza ad aspettare le promozioni con il 50-70%, quelle che applicano i grandi magazzini a fine saldi, ma stiamo parlando di realtà completamente diverse. Gli sconti di gennaio non sono andati benissimo, è vero, ma in generale il primo anno è stato positivo e quindi guardiamo avanti con ottimismo». Ma il flop dei saldi, da via Grande a via Ricasoli, è sotto gli occhi di tutti. —
Addio corsa agli sconti e lo Sbaracco non aiuta
I negozianti segnalano un calo delle vendite dal 10 al 30%. «Troppe promozioni spalmante su tutto l’anno»
di Anna Cecchini
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.17736061:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17736061:1652455245/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
CECINA. Tutti aspettano lo Sbaracco, che però, almeno a sentire i commercianti del centro di Cecina, rappresenta sì una occasione in cui i clienti si riversano nei negozi, ma allo stesso tempo li scoraggiano ad acquistare nel periodo dei saldi. Così sono svariati gli esercenti del posto che segnalano, rispetto ai dati di cinque anni fa, una diminuzione delle vendite a sconto che varia dal 10 al 20%. «C’è poca gente in giro - racconta Valentina Valentini di Moma -, per comprare le persone aspettano lo Sbaracco. Un altro problema è che nessuno cerca più la qualità dei capi, quindi i negozi cittadini sembrano destinati a sparire».
Le fanno eco Daniela Cini e Virginia Tanda di Primadonna, che assicurano come «la corsa ai saldi è un vago ricordo, in questo primo mese di prezzi ribassati abbiamo notato poco entusiasmo e un calo delle vendite fra il 10 e il 20% rispetto al passato». In molti segnalano inoltre come siano troppe le promozioni “spalmate” su tutto l’anno, a partire dai Black friday. «I primi due o tre giorni di sconti sono andati benino - dice Daniela Ranzato di Tebe -, adesso siamo sottotono con un calo del 30% rispetto al passato. D’altronde ci sono prezzi ribassati praticamente sempre, qualcuno al Black friday ha comprato anche i regali di Natale». «E poi il clima brutto non invoglia la gente ad uscire», incalza Valentina De Luca.
«Promozioni troppo frequenti durante l’anno», anche per Carla Giacomelli di I-Do e per Enrica Santini, titolare di Piccoli passi, che sottolinea come «ormai per un motivo o per un altro c’è sempre qualche sconto, ed è chiaro che i classici saldi poi non vanno bene».
Numerosi sono gli addetti ai lavori che rimarcano come anche il periodo dei saldi risenta degli acquisti on line: «i clienti vengono magari a provarsi capi di abbigliamento o scarpe - raccontano svariati commercianti - e poi li ordinano su internet». Anche gli esercenti che non aderiscono ai saldi perché hanno prodotti continuativi, come ad esempio alcune profumerie o mercerie, notano come il primo mese dei saldi invernali 2019 non sia stato molto positivo. «Io non rientro nei saldi - dice Cinzia Di Salvo di Kiss make up -, ma osservo il passaggio delle persone in centro. E quest’anno vedo meno gente in giro. Secondo me si lavora bene solo in tre occasioni che sono Sbaracco, Black friday e ultimissimi periodi dei saldi». Insomma, pochi giorni in cui è chiaro che non può essere concentrato lo stesso quantitativo di e vendite che in passato garantivano clienti per tutto l’anno.
Molti i commercianti cecinesi che suggeriscono una ricetta. «Dovremmo tornare al passato - dice Gigliola Baldasserini di Gigliola shop -, i saldi dovrebbero partire i primi di febbraio e poi a fine luglio-inizio agosto, così avrebbero un senso e non come ora a inizio stagione». —
«Per noi i ribassi dovrebbero essere posticipati un mese»
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.17736066:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17736066:1652455245/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
ROSIGNANO. Andamento incerto dei saldi a Vada. «Questo è un paese basato sul turismo - dice Valerio D’Orio dell’omonimo negozio di calzature in piazza Garibaldi - ed è chiaro che gli sconti invernali vanno peggio di quelli estivi». Insiste sulla necessità di «tornare al vecchio modello degli sconti, a febbraio e ad agosto», Rosaria Tuccio del negozio L’angolo di Memole. Il periodo degli sconti, almeno finora, non è stato negativo a Rosignano. «Il vero calo delle vendite, anche con i ribassi, - dice Augusto Potenti di Lucia Boutique - c’è stato quattro o cinque anni fa». Concordano Tony Musto di Burlesque e Teddy Ticciati di Lida calzature, che sottolinea anche la negatività degli acquisti on line. «Anche i saldi qui sono un problema - spiega Marivera Di Ninno, dell’omonima gioielleria -, mancano le attrattive per far venire i clienti».
Soddisfatti invece alcuni negozianti di Castiglioncello. «Si continua a lavorare bene», spiega Tiziana Cavallini di Jeans Store in via Fucini. La pensa così anche Luca Meozzi, titolare di alcuni esercizi in piazza della Vittoria: «Le vendite a sconto si sono stabilizzate, certo andrebbero rivisti i periodi così che gli sconti fossero sulle rimanenze». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
