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Nuovo stadio e cittadella dello sport, ma servono 160 milioni di euro...
Livorno, presentato dall'amministrazione il progetto in tre fasi: prima lo studio di fattibilità, poi la ricerca degli investitori, infine la parola ai livornesi
LIVORNO. Tre fasi per arrivare al progetto della Cittadella dello sport, tre fasi per attirare imprenditori interessati e valutare il restyling degli impianti sportivi intorno a via dei Pensieri. È vero che l’amministrazione comunale svela qualche novità, dal coinvolgimento dei cittadini alla prima stima di circa 160 milioni di euro per l’intervento complessivo, ma è altrettanto vero che siamo al punto di partenza. «Ma questo non è l’avvio di un percorso fantasioso come qualcuno potrebbe pensare, qui siamo davanti a qualcosa di finalmente concreto», dichiara deciso il sindaco Filippo Nogarin.
IL PROGETTO. Il primo step, in realtà, è partito a fine gennaio con la pubblicazione del bando di gara - con scadenza 12 febbraio, dunque martedì prossimo - per individuare un team di consulenti in grado di presentare lo studio di fattibilità. «Chiediamo una valutazione oggettiva del patrimonio impiantistico dell’area, una fotografia dello stato dell’arte», precisa Nogarin. Un primo passo comunque concreto, visto che il bando ha un valore di 40mila euro. Gli esperti, una volta affidata la consulenza, avranno 60 giorni di tempo per verificare le condizioni di ogni struttura, analizzare il restyling dal punto di vista economico e suddividere l’intervento in vari lotti. Successivamente, nella seconda metà di aprile, verranno aperte le porte agli imprenditori, chiamati a presentare manifestazioni d’interesse sulla base dello studio dei consulenti.
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«La certezza - sottolinea l’assessore allo sport Andrea Morini - è che l’area dell’ex ippodromo sarà riservata a strutture sportive e turistiche, non residenziali». L’amministrazione punta quindi ad avere una serie di pacchetti di idee che, nella terza fase del progetto, saranno valutati direttamente dai livornesi. «Un percorso con la città», conferma il sindaco, che non si sbilancia su possibili imprenditori che si sarebbero già mossi. In ogni caso, già con questi tre step, si andrà oltre la scadenza del mandato. «Non importa - risponde Morini - la priorità è dare un futuro a quell’area, dunque bisogna andare anche oltre questa amministrazione».
STADIO E FUTURO. Al centro della Cittadella dello sport c’è anche e soprattutto l’Armando Picchi, in condizioni sempre più disastrose. E Nogarin tira fuori ancora il progetto da 30 milioni di euro «sul modello Friuli, lo stadio di Udine, con l’unico vincolo architettonico legato alla parte centrale della tribuna e un rifacimento completo senza interrompere l’attività. Servono tre anni, uno per il progetto esecutivo e due per i lavori».
Al riguardo l’assessore Morini spega che « chi eventualmente acquisterà il Livorno Calcio, come già detto, non avrà prelazioni sulla Cittadella. Anzi, il ragionamento è l’esatto contrario: chi investe sugli impianti può essere interessato alle sorti della società». Potrebbe dunque entrare in gioco il fondo inglese contattato dal dg amaranto Mirco Peiani, fondo che avrebbe dato la disponibilità a rilevare - in futuro - la maggioranza del club. Insieme allo stadio e all’ex ippodromo, però, ci sono anche altre strutture chiave come il Campo scuola Martelli, il PalaMacchia e le piscine comunali.
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