Il Tirreno

Livorno

Barca affondata in porto, possibile impatto con gli scogli

Stefano Taglione
Barca affondata in porto, possibile impatto con gli scogli

Livorno, il peschereccio era diretto al largo di Vada, dalle prime verifiche è emerso uno squarcio a prua. Stanno bene il comandante e due marinai

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LIVORNO. Forse ha impattato contro gli scogli, visto che lo scafo è sfondato a prua. Sarebbe questa – secondo una prima ricostruzione – la causa dell’affondamento del “Lupicante”, il peschereccio viareggino della famiglia Artese inabissatosi nei pressi dell’imboccatura sud del porto, 150 metri a nord del rosso d’ingresso.

L’imbarcazione di 18 metri è colata a picco poco dopo le 20 di martedì 5 febbraio. Il giorno successivo il personale di Subsea Livorno ha effettuato una video ispezione insieme alle autorità competenti, che hanno avviato un’inchiesta interna e nei prossimi giorni coordineranno le operazioni di recupero. Il natante non crea intralcio al traffico marittimo e per fortuna, in seguito all’incidente, non si sarebbero verificati sversamenti di carburante o di altri materiali inquinanti. L’affondamento – dalla Capitaneria di porto di Livorno – come da prassi è stato classificato come «sinistro marittimo».

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Secondo quanto ricostruito a bordo dell’imbarcazione c’erano il comandante Agostino Artese e due marinai, un livornese e un tunisino. Stanno tutti bene: appena Romeo Ricci, in servizio sulla torre dell’Avvisatore marittimo, ha fatto scattare l’allarme, sul posto è arrivata la motovedetta Cp 867. Il comandante-motorista e i due collaboratori, poco dopo, sono stati soccorsi dalle ambulanze della Svs di Livorno e della Misericordia di via Verdi, ma le loro condizioni non hanno mai destato alcuna preoccupazione.

Il “Lupicante”, iscritto alla marineria viareggina e associato a una cooperativa labronica, in questi giorni faceva base proprio al porto di Livorno. Martedì sera, stando agli accertamenti svolti dalla Capitaneria, era diretto al largo di Vada per una battuta di pesca. Ma lì non è mai arrivato, naufragando 150 metri a nord del rosso d’ingresso del porto, subito dopo aver dato l’allarme via radio. Dalla torre dell’Avvisatore marittimo, oltre alla motovedetta della Guardia costiera, è stata fatta confluire in zona una pilotina, a bordo della quale c’era Gianni Scaparro.

Fin da subito, per precauzione, il personale specializzato ha circoscritto l’area dell’affondamento con delle panne assorbenti, anche se non ci sarebbe alcun segnale di sversamento. Il natante resta comunque costantemente monitorato da parte del personale della Capitaneria di porto, che avrà il compito di coordinare le operazioni di recupero. Nell’incidente marittimo non sono state coinvolte altre imbarcazioni. L’inchiesta interna, partita ieri, proseguirà naturalmente anche nei prossimi giorni, per fare chiarezza sulla vicenda e stabilire con certezza il motivo dell’affondamento del “Lupicante”.


 

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