Il Tirreno

Livorno

A 87 anni lasciata 56 ore su una barella in attesa del ricovero, poi è tornata a casa

Giulio Corsi
Un'anziana su una barella al pronto soccorso
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Un'anziana su una barella al pronto soccorso

Livorno: era arrivata al pronto soccorso all’alba di domenica con scompenso cardiaco ed edema polmonare, ma a Medicina non c’era posto

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LIVORNO. Cinquantasei ore sdraiata su una barella, in un box del pronto soccorso, aspettando un ricovero nel reparto di Medicina che non è mai arrivato. Nei giorni drammatici del picco influenzale, la storia di Anna Bizzarri, 87 anni, livornese, è la rappresentazione plastica dei problemi di cui l’ospedale di viale Alfieri soffre da anni, la cronica carenza di posti letto che ci vede all’ultimo posto in Toscana con 2,43 posti ogni mille abitanti rispetto alla media regionale di 3,3 e su cui la Regione a questo punto ha il dovere di fare qualcosa.

Non può bastare a giustificare episodi di questo tipo il fatto che ci troviamo di fronte ai giorni eccezionali del picco influenzale, che tra l’altro si ripetono ogni anno. Paradossalmente la disavventura di quest’anziana è anche la fotografia di come l’ospedale, quello dei professionisti, funzioni: «Medici e infermieri sono stati splendidi, hanno seguito mia madre con competenza e umanità, senza perderla di vista un attimo», racconta al Tirreno il figlio della signora, Michele Paoletti.

Ma al di là dell’abnegazione e della professionalità del personale del pronto soccorso, l’episodio è allucinante ed è probabilmente un record: negli anni scorsi abbiamo raccontato di attese di 20, 24, anche 30 ore, ma a 56 ore - due giorni e mezzo - non c’eravamo mai arrivati.

Qui poi c’è la anche il finale beffardo: perché l’anziana al 2° padiglione non c’è mai arrivata. Le cure del pronto soccorso, che si è dovuto reinventare come una succursale di Medicina, hanno funzionato talmente bene che la signora è migliorata e si è deciso di rimandarla a casa. «Mamma si era leggermente ripresa, è stato chiesto un consulto a Cardiologia e sono stati eseguiti una serie di esami i cui esiti hanno evidenziato un miglioramento: a quel punto ci hanno consigliato di riportarla a casa, anche perché non c’era certezza che potesse essere ricoverata a breve. E così abbiamo fatto», racconta ancora il figlio.

La disavventura dell’87enne era iniziata nella notte tra sabato e domenica: alle 6 di domenica mattina un’ambulanza l’ha portata d’urgenza al pronto soccorso. «Aveva uno scompenso cardiaco e un edema polmonare. I medici hanno subito deciso che era necessario il ricovero», continua il figlio.

Ma i 113 letti del reparto di Medicina erano tutti occupati, così come i 10 straordinari che erano stati attivati al 6° padiglione: «Si sperava in una chiamata la domenica, e invece nulla. È passata la prima notte, poi tutta la giornata di lune e la seconda notte - racconta Paoletti -: sono state ore terribili, continuavano ad arrivare malati, ho visto medici fare turni di 12 ore, una dottoressa rientrare dalle ferie, un’altra rientrare poco dopo aver smontato perché c’era bisogno. Lunedì notte non c’erano più barelle e i nuovi arrivati sono stati appoggiati sulle poltrone. Mamma è stata spostata tre volte, era nel box 18-19. Ad un certo punto con lei c’erano quattro barelle e una poltrona, invece che le due barelle previste. Martedì mattina ci hanno consigliato di riportarla a casa e alle 14 è uscita dall’ospedale, dopo 56 ore su una barella».

«In un primo tempo avevamo ritenuto necessario il ricovero - conferma il primario del pronto soccorso Alessio Bertini -, per questo la signora è rimasta con noi domenica e lunedì, nel frattempo l’abbiamo curata. Il consulto cardiologico ci ha portato ad una rivalutazione del caso e si è optato per il ritorno a casa».

Bertini non nasconde le difficoltà di questi giorni e i disagi subiti da tanti pazienti: «Stiamo cercando di fare la nostra parte in una situazione eccezionale. Abbiamo dovuto sacrificare la privacy di tanti, per poter visitare tutti. Ci dispiace se qualcuno si è sentito trascurato e per le attese per i ricoveri».

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di Redazione web