Il Tirreno

Livorno

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Influenza record, 73 ricoveri in tre giorni: anche 24 ore sulle barelle

Giulio Corsi
Pazienti in attesa al pronto soccorso
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Pazienti in attesa al pronto soccorso

Livorno: il pronto soccorso regge all’urto. Ma Medicina è piena, pazienti in altri reparti. L’Asl attiva 17 posti in più al 6° padiglione

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LIVORNO. Tra venerdì 1 febbraio e domenica 3 febbraio all’ospedale sono state ricoverate 73 persone. Tutte provenienti dal pronto soccorso, nella stragrande maggioranza anziani e molto anziani affetti da polmonite, broncopolmonite e scompensi cardiaci.. È il famigerato picco influenzale che quest’anno è arrivato con un mese di ritardo rispetto al solito, ma con la medesima aggressività degli ultimi inverni.

73 ricoveri in tre giorni, tutti destinati al reparto di Medicina - che ha una possibilità di accoglienza di 113 pazienti - hanno rischiato di mandare in tilt il sistema ospedaliero e in parte, nel fine settimana, lo hanno fatto.

Ma poteva andare peggio: ieri mattina il Tirreno ha visitato il pronto soccorso e la situazione era sotto controllo, tantissimi accessi, tanti utenti in attesa di essere visitati, ma - complice anche la nuova organizzazione con box e tendine - barelle in giro e pazienti parcheggiati nei corridoi non ce n’erano. Segno che dopo tre giorni di sofferenza il sistema era riuscito a reggere l’urto o almeno a gestirlo in maniera meno drammatica. I problemi però ci sono stati, e tanti, tra venerdì e domenica con 12 anziani costretti ad attendere oltre 24 ore un posto letto.

Spiega il direttore dell’ospedale Luca Carneglia: «Da un lato c’è stato un iper-afflusso al pronto soccorso. Dall’altro il manifestarsi di forme impegnative di complicanze influenzali ha determinato il fatto che il reparto di Medicina che normalmente ha un certo numero di dimissioni giornaliere ne abbia fatte meno. Sabato abbiamo avviato il piano di emergenza, che prevede l’apertura di 10 letti al primo piano del 6° padiglione, nel reparto di week-surgery. Ma anche quelli non sono bastati e allora abbiamo aperto altri 4 letti nello stesso reparto e lunedì abbiamo riservato altri 3 letti di Medicina nel reparto di Chirurgia, al secondo piano del 6°».

Il risultato è che l’emergenza, pur non rientrando, si è attenuata almeno nelle forme. Ma ciò non significa che due seri problemi ancora permangano: 1) una dozzina di persone in tre giorni sono state costrette a passare una giornata e una nottata in un box del pronto soccorso aspettando un letto; 2) per quanto i medici cerchino di effettuare lo smistamento dei pazienti di Medicina nei letti di Chirurgia vagliando le condizioni di salute e in genere siano selezionati quelli più vicini alle dimissioni, il disagio per i pazienti stessi e le difficoltà organizzative di un’operazione di questo tipo sono palesi, considerando anche che il 2° e il 6° padiglione si trovano nei due punti opposti dell’ospedale. Su questo aspetto i sindacati, come scriviamo a fianco, picchiano e hanno ragione: servono più posti letto.
 

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