Gioco
Sanremo canta alla livornese: ecco il festival di Motta, Nigiotti e Pellegrini
Fino a sabato si daranno battaglia, tra gli altri big i due cantautori e il musicista labronico dei pisani Zen Circus
LIVORNO. È partito un bastimento carico di livornesi, da lungomare a lungomare, da Livorno città del talento evidentemente non sempre poi così indolente a Sanremo città dei fiori ma soprattutto del Festival. Sono saliti a bordo con un baule pieno di sogni di quelli grandi Enrico Nigiotti, Francesco Motta, Francesco Pellegrini degli Zen Circus. E stasera, prima rete Rai e prima serata come vuole la ritualità del varietà nazional popolare quasi settantenne che intriga anche i più snob, porteranno la loro musica, le loro voci, il loro carisma, su quel palco, in quel teatro, Ariston, terra di miti, storie vere e finte, gossip e tragedie, ma soprattutto canzonette.In gara, i nostri livornesi, mica scherzi, tra i “big”, accanto a signore senza tempo come Loredana Berté e Patty Pravo.
A Sanremo in realtà questi tre livornesi, dall’accento inequivocabile e dal successo già abbondante considerata l’età (tutti di poco over 30), sono già arrivata da qualche giorno per provare e prendere le misure, amici sì ma anche nemici, nel senso che tutti e tre sono lì per partecipare ma soprattutto per vincere.
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Tre facce, tre belle facce, e tre storie diverse, stili diversio ma quel modo unico e tutto livornese di raccontarsi, anche quando ormai si è famosi.
Enrico Nigiotti dei tre è forse il più conosciuto dal grande pubblico. Autore di testi molto belli (proprio la canzone che porta a Sanremo, “Nonno Hollywood”” si è aggiudicata il prestigioso Premio Lunezia , “un racconto originale, descrittivo e suggestivo, sicuramente efficace anche nel risultato musical-letterario” ), ha già collaborato con artisti del calibro di Laura Pusini, Ramazzotti Gianna Nannini (con la quale si esibirà nella serata dei duetti con le superstar e ha partecipato a ben due talent, facendo molto parlare di sé per la sua bravura e anche per la sua personalità, “Amici” e “X Factor”. La passione per la musica l’ha eredita dal padre Stefano, appassionato di blues.
Ha il suo numeroso e inamovibile pubblico anche Francesco Motta, che ha sempre vissuto a Livorno e livornesissima è la famiglia (anche se è nato a Pisa): genere indie-rock, tra i fondatori del gruppo Criminal Jokers (matrice busker-punk e poi virata sulla new wave) a Sanremo propone “Dov’è l’Italia”. Anche Motta è un po’ figlio d’arte: suo padre, Giovanni, suona il basso tuba nella Banda Città di Livorno.
La musica è aria e vita anche in casadi Francesco “Maestro” Pellegrini, livornese doc degli Zen Circus (uno degli altri componenti della band pisana, Appino vive a Livorno da parecchi anni ma non è livornese)Il Circo Zen ha dieci album ed un Ep all’attivo, venti anni di onorata carriera ed oltre mille concerti. Ha riportato lo spirito padre del folk e del punk al moderno cantautorato con “Andate Tutti Affanculo”. A Sanremo la loro canzone è “L’amore è una dittatura”. Francesco è figlio di Andrea Pellegrini e Damiana Barbato, fratello della cantante jazz Chiara Pellegrini e nipote di Toto Barbato (direttore del The Cage e imprenditore) sta terminando gli studi di Fagotto al conservatorio musicale Mascagni con il rinomato professor Carlini. Da giovanissimo ha iniziato a suonare in varie band livornesi fino a quando è entrato nei Criminal Jockers dove, insieme a Francesco Motta, ha prodotto due dischi e fatto diversi tour in Italia.Tre carriere diverse e stili diversi eppure tutti e tre lambiti da quell’inimitabile senso dei livornesi per l’arte che alla fine, quando va bene, trionfa sulla modestia scanzonata e diventa successo.
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