Il Tirreno

Livorno

l’iniziativa 

«Rivogliamo i 360 posti auto persi»: petizione in Borgo

«Rivogliamo i 360 posti auto persi»: petizione in Borgo

Nuova protesta dei residenti che dopo la rivoluzione blu  lanciano una raccolta firme tra gli esercizi commerciali del quartiere

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livorno. Non si arrendono i cittadini di Borgo Cappuccini in guerra da mesi contro le nuove strisce blu e la perdita di posti auto. Nel quartiere è partita una nuova petizione per chiedere il «ripristino degli stalli soppressi nella zona K, circa 360», come annuncia il promotore Antonio Morozzi. Chi vuole può già firmare nelle attività commerciali del quartiere la petizione che sarà poi consegnata al Comune.

«Con l'ennesimo atto di partecipazione popolare, i residenti di Borgo protestano», ripete Morozzi. Protestano «per il mancato aggiornamento dei mezzi di pianificazione della mobilità sostenibile (vecchi ormai di diciannove anni) che l'articolo 3 del decreto ministeriale del 4 agosto 2017 vorrebbe in atto entro il prossimo ottobre per città come la nostra». E soprattutto «contro il nuovo sistema della sosta, attuato senza la minima partecipazione dei cittadini».

«In quartieri come il nostro, dove i posti auto a pagamento ammontavano già a 1300 e dove il numero di stalli bianchi era già insufficiente – riprende il promotore, già autore di altre iniziative nel quartiere – il provvedimento adottato dal Comune si è rivelato ingiustificato per i non residenti e fortemente peggiorativo per la qualità della vita dei residenti e la sicurezza in generale del quartiere».

Il riferimento è alla trasformazione di tutta la zona a lettera da bianca a blu: gratis per i residenti e a pagamento per gli altri. Il problema denunciato a più riprese dagli abitanti è la perdita di spazi di sosta, causata ad esempio dal passaggio dei parcheggi da lisca a fila.

«Questa operazione – riprende Morozzi – oltre a eliminare la esclusività di parcheggio per i residenti, ha tagliato circa 360 posti auto per aumentare la larghezza minima delle carreggiate da 3 a 3.5 metri. Questa scelta è stata giustificata dicendo che c’era stata una prescrizione dei vigili del fuoco, che però è stata smentita dalle verifiche che abbiamo fatto anche con il ministero dei Trasporti». Nei fatti, rincara, quello già avviato e ancora sotto i riflettori è «un provvedimento che va contro la moderazione del traffico nei quartieri e la qualità della vita, opposto a interventi come l'istituzione delle Zone 30, che partendo dal restringimento delle carreggiate portano alla riduzione della velocità di percorrenza. Quindi a una maggiore sicurezza di pedoni e ciclisti, alla riduzione di incidenti e inquinamento».

«Chiediamo quindi – conclude – di ripristinare il prima possibile la larghezza minima delle carreggiate data dal decreto ministeriale del 5 novembre 2001 e i 360 posti auto tagliati nella zona K, riservandoli ai soli residenti. Sono misure minime per la tutela della sicurezza e la vivibilità del nostro quartiere nell'attesa di un necessario nuovo Piano urbano della mobilità sostenibile». —

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