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Furti di carburante alla raffineria Eni, dopo 7 anni condannati diciotto autisti - I nomi
Livorno, erano accusati di appropriazione indebita: consegnavano al responsabile del piazzale buoni benzina per collaborare
LIVORNO. Telefonate, sequestri, incontri tra i responsabili del piazzale e alcuni autisti, scambi di buste con dentro omaggi, segnali in codice – spesso via Sms – quando arrivano i controlli. E soprattutto pericolose manomissioni dei sistemi di sicurezza delle cisterne piene di carburante che avrebbero potuto aver conseguenze tragiche.
Sono questi – secondo i giudici – alcuni degli elementi ricorrenti del sistema – non una associazione per delinquere come ipotizzato dalla Procura – attraverso il quale una ventina di autotrasportatori infedeli si rifornivano alla raffineria Eni di Stagno inserendo un quantitativo maggiore di carburante nelle cisterne attraverso la manomissione del sistema di controllo per poi vendere il prodotto sottobanco a compiacenti proprietari di distributori. A distanza di poco meno di sette anni dall’apertura dell’indagine coordinata dal pubblico ministero Massimo Mannucci, il tribunale - collegio presieduto dal giudice Carlo Cardi - ha depositato le motivazioni: dei diciannove imputati, diciotto sono stati condannati con l’accusa di appropriazione indebita con pene che vanno da un anno e quattro mesi a due anni di reclusione (per molti è arrivata la sospensione).
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I NOMI. Sandro Voliani, 55 anni, autista che faceva da tramite tra i colleghi e Gianfranco Priore, 41, dipendente della Siti.cem Maintenance service e per questo attivo nel piazzale della raffineria Eni, secondo il collegio «risultano aver avuto una più decisiva attività dell’ambito dei reati commessi dai plurimi autotrasportatori» sono stati condannati a due anni. Walter De Federicis, 51, e Valerio Moschin, 55, responsabile del piazzale, a un anno e otto mesi di reclusione, mentre tutti gli altri autisti a un anno e quattro mesi di reclusione. Di questo ultimo gruppo fanno parte: Maurizio De Chirico, 65 anni, livornese, Giuseppe Buccoliero, 55, pisano, Vincenzo Crispo, 48, di Acerra come Alessandro Fatigati, 54. E ancora Giuseppe Fiore, 58, Domenico Laudando, 53, Carlo Marconcini, 69, nato a Empoli ma residente a Livorno, Massimiliano Paoletti, 48, residente a Montecatini Val di Cecina, Vincenzo Raia, 48, residente a Rosignano Marittimo, Flavio Rivola, 64, livornese e Ciro Russo, 50, di Pomigliano D’Arco. L’unica assoluzione riguarda Marco Rossi, 53, di Massarosa, risultato estraneo alla vicenda.
LE MOTIVAZIONI. «Le conversazioni telefoniche trascritte – si legge nelle motivazioni depositata in cancelleria a fine anno – sono molto più numerose rispetto a quelle esaminate in udienza, e il loro esame fornisce effettivamente molti elementi di prova dell’addebito contestato agli imputati che operavano alla Cts di Livorno e comprovano che pagamenti in favore di personale compiacente all’interno della raffineria Eni, così come la raccolta di buoni carburante da consegnare al responsabile del piazzale, erano una regola e riguardava un numero elevato di persone».
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LE INTERCETTAZIONI. È questo uno dei passaggi chiavi della sentenza in cui il Tribunale di Livorno ha condannato la cosiddetta “banda degli autisti”. Ma non solo perché nelle 35 pagine delle motivazione vengono elencati anche diversi incontri. Come quello avvenuto il 13 giugno 2012 al bar Bon Ton. «All’incontro – scrivono i giudici – erano presenti Voliani e altri autotrasportatori della Cts. Intorno alle 18 erano tutti insieme su un’auto all’interno della quale era presentate anche Priore. Sono rimasti a parlare per oltre mezz’ora. La circostanza – si legge ancora che durante l’incontro siano stati consegnati buoni carburante al Priore, non solo emerge dalle conversazioni telefoniche che documentano i contatti tra gli indagati per la raccolta dei buoni, nonché dalla consegna diretta di una busta corposa, ma anche da quanto ammesso da Marco Vernaccini (altro autista uscito dal procedimento) che ha confermato che quel pomeriggio vennero consegnati buoni raccolti tra gli autotrasportatori».
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