Il Tirreno

Livorno

l’assalto ai tre poli espositivi 

Boom di presenze nel d-day dei musei gratis 1.300 tra museo della città, Fattori e Granai

Lieve aumento perfino rispetto all’Epifania, ok anche le visite guidate. A caccia dei turisti della girata domenicale 

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LIVORNO. Un esercito di poco meno di 1.300 persone ha risposto al richiamo dei musei nella domenica consacrata alle visite gratis: il tris delle meraviglie – costituito dal Museo della città ai Bottini dell’Olio (con l’appendice dell’ex chiesetta del Fantasia in piazza del Luogo Pio dedicata all’arte contemporanea) più, nel parco di Villa Mimbelli, dal museo Fattori e dai Granai – è stato preso d’assalto da un gran numero di persone.

Secondo quanto riferiscono fonti dell’assessorato alla cultura, la “fotografia” dei dati sui biglietti è la seguente: 754 persone sono entrate al museo della Città, 293 al museo Fattori, 204 ai Granai dove è in corso la mostra, con biglietto a pagamento, dedicata agli scatti della fotografa Letizia Battaglia (alla quale la nostra città, per mano del sindaco Filippo Nogarin, ha dato la cittadinanza onoraria nei giorni scorsi). A ciò si aggiunga 27 visite guidate a pagamento.

Siamo grossomodo in linea, anzi leggermente al di sopra, dell’afflusso del mese scorso, quando la domenica gratuita coincideva con la festa di Befana: in quella circostanza si contarono 591 biglietti al Museo della città, 335 al museo Fattori e 254 agli adiacenti Granai.

Ovviamente nella maggioranza dei casi si tratta di livornesi, compresi numerose famiglie, ma non è risultata trascurabile la presenza di turisti provenienti da fuori città per la classica giratina domenicale: una “fetta” di mercato alla quale Livorno potrebbe rivolgersi con molta più attenzione di adesso perché per gli abitanti dell’entroterra nel raggio di 30-40 chilometri le alternative si contano sulle dita di una mano e i weekend del calendario sono molti…

E’ il risultato di una giornata uggiosa di pioggerella sottile: sotto il segno del Carnevale sì, ma senza neanche troppa allegria e neppure animati dalla voglia di shopping compulsivo come accade durante il lungo conto alla rovescia che porta al Natale.

Insomma, l’occasione buona per andare a vedere quali sorprese potesse riservare il sistema dei musei della nostra città: a cominciare dal filo rosso che si dipana nei secoli per provare a costruire la nostra identità collettiva fra l’archeologia della collezione Chiellini e le grandi anfore rinvenute a bordo di una nave finita sui fondali dei Tre Ponti, ma senza dimenticare le testimonianze della Livorno della pluralità delle fedi religiose fra l’iconostasi di rito greco, la ricostruzione della vecchia sinagoga-mito, una Madonna di scuola botticelliana. Oppure: pergamene e documenti a cavallo fra il Quattrocento e il Cinquecento così come lo strano bozzetto dei Quattro Mori nella parte inferiore, cioè senza la statua del granduca, ma con i mori che in realtà appaiono bianchi. E poi: la satira che zigzaga fra giornalini di ironie sul bel mondo degli stabilimenti balneari e il Vernacoliere, l’abbigliamento garibaldino doc, la bandiera del Partito comunista degli inizi, i manifesti creati dal genio di Leonetto Cappiello. —

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