Il Tirreno

Livorno

la sperimentazione  

Pensilina hi-tech che si illumina grazie a mirtilli e uva

Roberto Riu
Pensilina hi-tech che si illumina grazie a mirtilli e uva

Impianto fotovoltaico alla fermata nel viale della Libertà  che produce luce per migliorare l’attesa nelle ore serali

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È una pensilina ad alto contenuto tecnologico e suscettibile di ulteriore evoluzione quella che troviamo adesso alla fermata dell'autobus in viale della Libertà a ridosso del parcheggio scambiatore: sul tetto della pensilina, Skorpio ha infatti montato a scopo sperimentale un pannello fotovoltaico che catturando la luce solare è in grado di produrre energia elettrica destinata ad alimentare una striscia luminosa a led che può rendere più accogliente la fermata per chi vi aspetta l'autobus nelle ore serali e notturne: «Lo scopo – spiega Maurizio Paponi, vicepresidente di CTT-Nord – è quello di migliorare costantemente il servizio. Ci siamo impegnati in questa direzione con tutta una serie di iniziative che sono state possibili grazie al contratto-ponte sottoscritto con la Regione Toscana ed in questo caso con l'intervento di Skorpio Pubblicità». Gli altri partner del progetto sono il Cnr, Enecom “The light power” ed “Iniziative Edili”.

La prospettiva, come sottolinea Bruno Bastogi (CTT-Nord), è però quella di munire la pensilina di una serie di servizi aggiuntivi, oltre all'illuminazione: «Questo impianto potrebbe essere adottato per le altre pensiline che a Livorno sono oltre cento ed inoltre fornire energia a vari sistemi informatizzati, dall'annuncio variabile della prossima fermata alla bigliettazione elettronica senza ogni volta dover eseguire un allacciamento. Guardiamo perciò con grande interesse a questa innovazione». La novità nella novità è costituita dal particolare tipo di pannello fotovoltaico utilizzato che adotta la tecnologia Dssc (Dye-Sensitized Solar Cells) basata sulla “Cella di Graetzel”, inventata nel 1991 dal chimico tedesco Michael Graetzel e funzionante richiamandosi alla fotosintesi clorofilliana nelle piante: «La cattura della luce solare – precisa Gianna Reginato (Cnr-Iccom) – avviene in un modo diverso ed innovativo rispetto ai pannelli fotovoltaici tradizionali e lo scopo è proporre un'applicazione alternativa. La luce è infatti catturata da un fotosensibilizzatore colorato indipendentemente dall'inclinazione del pannello». Si tratta insomma di pannelli di nuova generazione in cui si abbandona la classica cella al silicio: «Il supporto – continua Gianna Reginato - è costituito da una lastra di vetro dove è steso del biossido di titanio, un materiale che funziona da semiconduttore, biocompatibile e facile da smaltire. Si applica quindi un fotosensibilizzatore che può essere anche un composto naturale, in questo caso gli antociani presenti nel succo di mirtillo o nella buccia dell'uva nera. Questi pannelli derivano da uno studio interdisciplinare per l'ottimizzazione dei componenti». —

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