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l’indagine  

«Case con truffa al Nuovo Centro» I tre imputati davanti al giudice

Francesca Suggi
«Case con truffa al Nuovo Centro» I tre imputati davanti al giudice

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Dalle denunce al processo per truffa, falso in atto pubblico e abuso edilizio al Nuovo Centro. Tre le persone finite che domani si troveranno davanti al giudice per l’inizio del dibattimento: Italo De Felice, Andrea Navacchi e Serena Braccini, rispettivamente presidente e i due direttori dei lavori (il primo poi si è dimesso) della cooperativa Santa Barbara.

Si tratta di una brutta storia cominciata anni fa. E riguarda alcune delle palazzine divise in appartamenti, realizzate dalla cooperativa in via Badaloni. Tra queste abitazione c’era quella della famiglia Antonelli che ha avuto il coraggio di denunciare e grazie alla quale è stato scoperchiato un vaso di Pandora. «Abbiamo subito tante conseguenze dopo quella denuncia, tra angherie, vandalismi ai nostri danni, offese: non è stata presa bene da tanti ma siamo orgogliosi di averlo fatto è finalmente siamo riusciti a lasciare quella casa e adesso viviamo sereni, ma vogliamo giustizia per tutto quello che abbiamo passato e ringraziamo l’avvocato Tamburini, il Consulente Alessandro Bianchi e gli ispettori Vaccai e Mariani per il lavoro svolto», dice Cinzia Antonelli.

I TRE IMPUTATI

Sono le carte a raccontare per cosa i tre imputati andranno a processo. Si contesta loro di aver fatto lavori difformi rispetto alle autorizzazioni (permesso a costruire, scia). In particolare per gli appartamenti ai secondi piani si parla della realizzazione sottotetti abitabili (benché il progetto non lo prevedesse) con prese elettriche, impianti tv, condizionatori. E ancora Braccini e De Felice, in vista dei controlli delle sezioni di polizia edilizia e di polizia giudiziaria della municipale, che hanno imposto ai proprietari di rimuovere la mobilia, avrebbero ridotto le altezze con strutture provvisorie e fatto rimuovere impianti e murare le prese.

Inoltre a De Felice e Navacchi si imputano artifici e raggiri verso la famiglia Antonelli per indurre la coppia ad acquistare la casa, facendo garanzie di spazi che in realtà non ci sono (il sottotetto abitabile), arrecando loro “un ingiusto danno” rispetto alla possibilità di dare una collocazione adeguata ai due figli minori. E ancora i due vengono accusati di aver attestato falsamente in atto pubblico lo stato di fine lavori di alcune delle abitazioni in questione, che in realtà all’epoca della dichiarazione risultavano ancora prive di pavimenti, rivestimenti, attacchi luce, riscaldamento e infissi interni.

Il futuro

Ci sono famiglie che vivono dentro quelle palazzine dove si sospettano irregolarità urbanistiche e autorizzative. Famiglie che si sono ritrovate residenti in case che, agli atti, risultano essere ancora un cantiere e non appartamenti dove è possibile abitare (per questo ognuna ha pagato una sanzione di 500 euro al Comune). Il Comune, di fatto, ha tolto l abitabilità a 16 unità abitative.

Al momento è in corso una procedura amministrativa tra la Cooperativa Santa Barbara e il Comune: l’obiettivo della coop è quello di regolarizzare gli abusi. La parola magica è “fiscalizzare” versando al Comune decine di migliaia di euro per sanare le irregolarità ed evitare che l’amministrazione acquisisca i terreni ed abbatta gli immobili. La pratica è in corso. —



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