Il Tirreno

Livorno

Esselunga, ecco i permessi: giù i capannoni all’ex Fiat

Juna Goti
Il rendering del progetto del nuovo Esselunga
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Il rendering del progetto del nuovo Esselunga

Quindici mesi dopo l’ok alla variante urbanistica si chiude l’iter burocratico. Il gruppo può ritirare le licenze. «Entro due mesi i primi lavori di demolizione»

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LIVORNO. Più di un anno. È passato più di un anno – a essere precisi quindici mesi – da quando il consiglio comunale a maggioranza Cinque Stelle ha dato il via libera all’operazione Esselunga, approvando la variante urbanistica necessaria per trasformare l’area ex Fiat. L’atto che il 24 novembre del 2017 è stato votato da sindaco, consiglieri pentastellati e Forza Italia, unica tra le forze di opposizione, ha chiuso una storia che in città si trascinava da quasi vent’anni.

Ma il via libera definitivo all’operazione del supermercato sull’Aurelia (l’ennesimo) nei fatti è arrivato davvero solo ieri, quando in municipio si è chiusa la lunga trafila di progettoni, progettini, firme e controfirme che serviva per ritirare il permesso a costruire.

L’ultimo progetto definitivo, quello che riguarda le opere pubbliche da realizzare intorno alla struttura, è stato approvato. Fine del percorso: è questione di ore e i rappresentanti di Esselunga riceveranno dagli uffici del municipio la lettera che li informa che è ora possibile ritirare le licenze edilizie.

Quindi? Quindi ora passa tutto nelle mani di Esselunga. Che fa sapere che entro due mesi le ruspe inizieranno a demolire i capannoni blu tra il viale Petrarca, via Ferraris e via Torino. Lo dice il direttore dei lavori, Roberto Canessa. «Sì – conferma – so che in municipio è stata appena firmata la determina di approvazione dei lavori pubblici, che era l’ultimo elemento ostativo al rilascio della concessione edilizia». Fra quanto la ritireranno? «Saremo rapidi, il tempo di versare i soldi...», risponde in prima battuta. Già, i soldi, perché prima il gruppo milanese dovrà versare al Comune 2 milioni e 170mila euro di oneri: somma che potrà essere pagata in un’unica soluzione o attraverso una fideiussione, in quattro rate in due anni.

«Considerando i vari adempimenti burocratici – dice il progettista – i lavori partiranno entro un paio di mesi». Esselunga comincerà dalla demolizione del fabbricato che per anni è stato al centro di una battaglia tra il patron Bernardo Caprotti, il teorizzatore di “falce e carrello” scomparso nel 2016, e le amministrazioni livornesi di centrosinistra. Una battaglia che sul piano politico-amministrativo si è chiusa con l’arrivo del pentastellato Filippo Nogarin. Ma che sul piano giudiziario vede ancora pendente il ricorso presentato un anno fa al Tar da Unicoop Tirreno e da un gruppo di operatori di supermarcati di marchi come Sigma, Simply e Risparmio Casa: ai giudici amministrativi chiedono di annullare quella delibera del consiglio comunale che nel 2017 ha dato il via libera al “piano di recupero di iniziativa privata” all’ex Fiat.

Intanto Esselunga va avanti. Anzi entra nel vivo. Nell’area che si trova tra il viale Petrarca, via Ferraris e via Torino sono previsti una struttura da 8mila metri quadri (circa 4mila di vendita), un’area verde di 5mila metri (lato Aurelia) e un parcheggio interrato di due piani da 700-800 posti auto (in parte a uso pubblico).

Per costruire il supermercato serviranno almeno 18 mesi. Vuol dire che l’amministrazione comunale in carica, in scadenza a fine maggio, non vedrà l’inaugurazione della struttura. Al massimo potrà vedere il taglio del nastro del cantiere. Sempre che non sorga qualche nuovo intoppo: Esselunga è sicura di partire entro maggio? «Certo, ma scherza...».
 

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