Il Tirreno

Livorno

la tragedia DI VIA DA VINCI 

Effettuata l’autopsia sulla salma di Baratella ancora grave il collega

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LIVORNO. È stata effettuata ieri pomeriggio l’autopsia sul corpo di Fabio Baratella, l’assistente capo della polizia stradale di Livorno morto a 57 anni nel terribile schianto in via Leonardo Da Vinci. L’agente – padre di famiglia e residente a Vicarello, nel comune di Collesalvetti – era in servizio insieme al collega Gino Gabrielli, 47 anni e anch’egli di Collesalvetti, ferito e ricoverato in gravi condizioni all’ospedale.

L’esame sulla salma del poliziotto, che forse già nel pomeriggio verrà restituita alla famiglia, è stato effettuato dal professor Luigi Papi dell’istituto di medicina legale dell’Università di Pisa. Al momento non ci sono indagati, sebbene in procura sia stato aperto un fascicolo per omicidio colposo. Gli inquirenti stanno cercando di appurare la dinamica dell’incidente, su cui vige il massimo riserbo. Secondo quanto emerso la pattuglia della Stradale si sarebbe scontrata frontalmente con la Panda rossa guidata da una donna di Marina di Pisa, all’altezza della Costiero Gas.

Nello scontro è rimasto coinvolto anche un camion, sequestrato al pari degli altri mezzi, guidato dall’autotrasportatore siciliano Natale Badalamenti, 65 anni, originario di Cinisi (in provincia di Palermo), ma da tempo residente per lavoro a Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia. Era proprio lì che il camionista, che doveva fare una sosta in un’officina dell’area industriale labronica, era diretto mercoledì pomeriggio. «Sono ancora sotto choc – ribadisce – e quelle immagini non posso togliermele dalla testa. È stato un inferno e me le ricorderò per tutta la vita».

L’autotrasportatore è stato sentito dalla polizia municipale – che indaga su delega della procura – per ricostruire la dinamica dello schianto. «Io ero davanti a tutti e la strada era sgombra – ha detto Badalamenti – poi ho sentito un forte botto vedendo volare qualcosa da sotto il mio camion, probabilmente un’auto. Guardando negli specchietti, poi, ho visto un cumulo di mezzi uno sopra l’altro. È stato tremendo».

Ieri, per esprimere vicinanza a tutti gli agenti coinvolti, sono arrivati a Livorno anche i vertici della polizia stradale. E la Silp Cgil ha espresso profondo cordoglio. «Il nostro è un lavoro pericoloso, per tanti motivi noti ed evidenti. È troppo intenso e vicino il dolore per esprimersi su altri piani: sono troppo pochi gli elementi per alzare l’indice. Non ce la sentiamo di adottare un tono diverso, per meri fini di consenso. Riteniamo che questo momento debba limitarsi a essere quello del cordoglio e della vicinanza». —

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di Redazione web