Il Tirreno

Livorno

Poliziotto morto nell'incidente, il camionista sopravvissuto: «Ho visto le auto volare, poi l’inferno»

Stefano Taglione
Un'immagine del terribile incidente (foto Marzi/Pentafoto) e nel riquadro la vittima, il poliziotto Fabio Baratella
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Un'immagine del terribile incidente (foto Marzi/Pentafoto) e nel riquadro la vittima, il poliziotto Fabio Baratella

Livorno, Natale Badalamenti è l'autotrasportatore coinvolto nello schianto: «Ho pregato Dio vedendo i due agenti per terra»

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LIVORNO. «Ero appena sbarcato in porto e la strada davanti a me era sgombra. Poi, a un certo punto, ho sentito un rumore fortissimo e visto qualcosa volarmi da sotto il camion. Non ricordo cosa fosse, forse un’auto. Poi mi sono voltato: c’era un accumulo di lamiere. Ho pregato Dio che non fosse successo nulla, poi dopo un po’ ho visto quel telo bianco, capendo che purtroppo il poliziotto non ce l’aveva fatta. Sono sotto choc e abbraccio la famiglia».

È rientrato a Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia, Natale Badalamenti. Il camionista di 65 anni originario di Cinisi, alle porte di Palermo, era alla guida del camion rimasto coinvolto nel terribile incidente di mercoledì 30 gennaio, in via Leonardo Da Vinci, dove a 57 anni è morto l’assistente capo della polizia stradale di Livorno, Fabio Baratella. Senza il suo mezzo, sequestrato dagli inquirenti, Badalamenti è arrivato in Emilia grazie al passaggio di alcuni amici autotrasportatori, in nave con lui.

Badalamenti, ci racconti cosa è successo.

«Io ero sulla destra e davanti non avevo nessuno. Ho sentito una botta tremenda, poi dallo specchietto ho visto quella scena agghiacciante».

Quale?

«Un accumulo di auto, una sopra l’altra. E qualcosa mi è volato in aria da sotto il camion. Non so cosa fosse, forse una macchina. Ma non ricordo quale, sono ancora sotto choc».

Nell’incidente ha perso la vita un agente della polizia stradale. 

«Ho pregato Dio sperando che nessuno si fosse fatto male. Ho visto i due agenti per terra e assistito alle operazioni di soccorso: uno di loro è stato portato in ospedale, mentre una donna è stata liberata dalla lamiere dai vigili de l fuoco. Poi ho visto quel telo bianco e ho capito che Baratella non ce l’aveva fatta. Sono distrutto e abbraccio la sua famiglia».

Lei dove stava andando?

«Ero appena sbarcato in porto e stavo per imboccare la variante in direzione della zona industriale. Dovevo prendere un pezzo meccanico in un’autofficina».

Ha compreso la dinamica dell’incidente?

«Io ero davanti e una delle macchine mi ha colpito da dietro, rompendomi il faro anteriore sinistro. Sto cercando di capire cosa sia successo: ho capito solo che l’auto della Stradale si è scontrata frontalmente con una Panda rossa. Nell’incidente è rimasta coinvolta anche una macchina di colore grigio. Non so se mi stesse sorpassando».

Poi è sceso. 

«Sì. È in quel momento che ho visto gli agenti a terra. Erano dietro il mio camion, sull’altra corsia».

Ha avvertito lei i soccorsi? 

«Sì. Mancava qualche minuto alle 19. C’era una signora che urlava: “Chiamate il 118”. Li ho avvertiti io».

Ora sta lavorando?

«No, non ho più il camion. Fuori sta nevicando, sono in casa davanti al camino. Sono sotto choc».

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