Centralini in tilt e lunghe code ai patronati parte la corsa per la pensione con Quota 100
Inviate 1.300 lettere dalla Cgil e 300 dalla Cisl a chi ha chiesto informazioni. Già presentate all’Inps 52 domande
LIVORNO. Non conta con quanto ma quando. E quel quando è preferibile che sia subito, il prima possibile, anche per chi ha un lavoro sicuro, magari nel pubblico impiego, con buona pace di chi il lavoro non lo ha oppure è precario. Questo è il profilo delle centinaia e centinaia di sessantenni che già, da martedì per l’esattezza, si sono presentati negli uffici dei patronati della provincia per poter accedere alla pensione con “Quota 100”. E, per lo stesso motivo, i centralini dei sindacati, dalla Cgil all’Acli, sono andati in tilt. Dopo la pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale, l’Inps ha dato il via all’operazione e subito c’è stata un’ impennata delle richieste, la gran parte attraverso i patronati. Domande che quindi devono ancora essere formalizzate e in minor numero che sono state formalizzate direttamente online. Questo anche perché rimangono ancora alcuni aspetti da chiarire perché le circolari attuative stanno arrivando in queste ore. È ancora il quadro non è completo al 100 per cento. Rimangono zone di dubbio come emerge anche dal sito dell’Inps dove, al capitolo “Niente penalità” si legge che “Ci si può ritirare, par di capire, con la quota 100 e mantenere il calcolo retributivo o misto in base alle attuali regole”. E proprio per questo, per esempio, alla Cgil hanno in programma la prossima settimana una nuova videoconferenza con la sede Inps di Firenze.
numeri
All’Inps, al pomeriggio di ieri, risultavano 52 domande online (su un totale regionale di 378), un dato non indicativo rispetto alle code di utenti che già da martedì si sono materializzate ne gli uffici dei patronati. E infatti, come dice la responsabile dell’Inca Cgil di Livorno, Antonella Di Giambattista «dai nostri uffici sono partite 1300 lettere per segnalare l’avvio dell’operazione a persone che si erano presentate ai nostri sportelli per chiedere informazioni». Circa trecento le comunicazioni inviate anche dalla Cisl come spiega il direttore Inas Alessandro Morelli. Per l’Irpet in Toscana sarebbero 63mila le domande per la quota 100 in tre anni e, a titolo di stima, in provincia di Livorno potrebbero essere 5.700 nello stesso periodo di tempo.
settori e requisiti
Rispetto ai settori privato o pubblico, l’interesse è spalmato in modo omogeneo. «Dai dati dell’Irpet - spiega il responsabile regionale del patronato Acli Giacomo Martelli - si calcola che circa un terzo delle richieste siano di dipendenti di enti pubblici. Il profilo del richiedente è in generale di sesso maschile, con una istruzione medio- alta. Il requisito necessario è che il lavoratore abbia 35 anni di contributi versati quindi le donne vengono penalizzate».
decurtazioni
Come spiega Antonella Di Giambattista dagli uffici del patronato della Cgil, tra i lavoratori che si sono presentati «prevale un senso di incertezza e di voglia di fuggire dal luogo di lavoro non considerando la decurtazione che deriva dall’anticipo del pensionamento». Una percentuale non irrilevante che, secondo quanto spiegato da Giacomo Martelli, ammonta al 24% e che deriva dal fatto che peggiora il tasso di conversione da stipendio a pensione e il montante contributivo è minore». —
Lucia Aterini
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