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il dibattito 

«Ritirate il bando Rsa» Opposizioni all’attacco ma il Comune tira dritto

F.L.
«Ritirate il bando Rsa» Opposizioni all’attacco ma il Comune tira dritto

In commissione  la discussione fiume con forze politiche e sindacati sul presente e sul futuro del Pascoli e di Villa Serena

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livorno. «Stiamo dando un futuro alle nostre Rsa comunali. La gara non solo è a tutela degli utenti attuali e futuri, ma pensa anche ai conti dei cittadini, senza dimenticare i posti di lavoro necessari a garantire il miglior servizio possibile. Quando ci troveremo al tavolo con chi sarà il vincitore del bando, sarà nostra cura ottenere il massimo livello di occupazione». È la risposta, in sintesi, che l’assessore Leonardo Apolloni ha dato nel corso della terza e quinta commissione che ieri si sono riunite in modo congiunto. Una maratona, dalle 10 alle 12, durante la quale Apolloni ha ripetuto questo concetto a Monica Cavallini (Cgil) ed Emiliano Sartorio (Fp Cgil) anche quando l’aula di Palazzo Granducale (non disponibile quella del municipio per i lavori all’impianto fonico) era ormai quasi deserta.

Al centro della discussione il nuovo bando di gestione delle Rsa. Si comincia con l’atto di indirizzo letto da Pietro Caruso (Pd), firmato da tutte le forze di opposizione eccetto Bl. Un documento in cui si invitano sindaco e giunta a ritirare il bando, ad elaborarne uno nuovo che garantisca ai lavoratori continuità occupazionale attraverso la clausola di salvaguardia e non riduca la stima dei posti letto occupati, alla base dell’appalto. L’errore di fondo contestato da Apolloni rispetto alle considerazioni di lavoratori e sindacati è l’idea secondo cui la sempre auspicabile percentuale piena di occupazione debba essere garantita a tutti i costi, pagando per il tutto esaurito anche quando le stime parlano di un 94% di copertura dei posti per anziani (ma nel bando sarà del 92%).

Elisa Amato (Fi) chiede perché non si parta subito dal massimo, pensando a ricalibrare semmai dopo. Compatti nelle domande e ansiosi di risposte Marco Cannito (Cd), Caruso (Pd) e Giuseppe Grillotti (Pap). Francesco Redini (Fp Cisl) parla di risultato portato a casa quando si è evitata la dismissione ai tempi in cui si diceva che il Pascoli «rischiava di essere un secondo Ponte Morandi» e cita numeri crudi. «Per ogni posto letto ci sono 800 ore annue di lavoro Oss, 160 di lavoro per infermieri. Quando si scende da 210 posti letto ai 193 stimati, fate voi i conti. O meno gente lavora o restano i soliti, tagliandosi il reddito, creando nuovi poveri». Stessa musica suonata da Roberto Francesconi e Paolo Canelli della Uil. Si chiede se si sia a conoscenza della previsione d’incremento delle quote sanitarie previste dal Pal (piano alternativo locale) fissata in 60 per Livorno secondo un documento della Regione redatto a novembre. Lo dice Cavallini: «Visto che per l’azienda sanitaria si erano previste per il 2018 ulteriori 20 quote sanitarie sul territorio, finanziate dalla Regione, peraltro non utilizzate, e visto che per il 2019 ne sono previste ulteriori 60, perché non si è pensato ad una gara che garantisse il 100%? Chiedo al Comune se si è contemplata la copertura economica per questi posti messi a disposizione dalla Usl. Evidentemente non è così, perché cambierebbe lo scenario, portando a pieno regime il Pascoli». Arriva l’intervento di Carlo Giustarini, direttore di zona del distretto Asl di Livorno: «Il settore adesso è in regime di libera concorrenza. La quota complessiva di poco più di 105 euro al giorno si trasforma in un voucher che il cittadino può spendere dove vuole, secondo la delibera 995. Prima si proponeva la struttura pubblica senza alternativa. Ora non più». —

F.L.

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