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Diabete in gravidanza cento donne seguite a Livorno
Il diabete durante la gravidanza, che riguarda il 10% delle donne incinte, è una complicazione particolarmente delicata. Ecco perché, a Livorno, sono oltre cento le donne che vengono seguite secondo precisi programmi di prevenzione. «Si tratta di un problema che riguarda donne italiane e straniere», spiega Graziano Di Cianni, direttore di Diabetologia e Malattie Metaboliche dell’Asl e tra i coordinatori dell’iniziativa “Giunone 3.0” promossa dall’Associazione Medici Diabetologi. «È un percorso assistenziale di gruppo. Le donne obese ad alto rischio - precisa - sono convocate presso il distretto territoriale già ad inizio di inizio di gravidanza. Un medico diabetologo e l'ostetrica svolgono un corso di terapia per l'educazione alimentare preventiva anche delle altre complicazioni ostetriche. I casi positivi sono valutati e seguiti da un ambulatorio congiunto diabetologico-ostetrico, ogni lunedì presso l'Ostetricia, al padiglione 8. È un’iniziativa che ricalca quanto stabilito dalla Regione Toscana nel 2013 e realizzato a Livorno ed in altri centri regionali».
«In una mattina - spiega Di Cianni - la donna trova tutte le figure sanitarie: infermiere diabetologico, medico diabetologo, dietista, ostetrica e medico ginecologo. Ognuno fornisce le informazioni e gli interventi professionali necessari. Il monitoraggio - prosegue - avviene fino al post-parto. Protocolli condivisi e gestiti direttamente dalle ostetriche di sala parto garantiscono il controllo della glicemia durante la fase del travaglio e del parto stesso. A Livorno, Carrara e Pontedera – sottolinea ancora Di Cianni - è in corso un progetto di ricerca per il monitoraggio del diabete gestazionale nelle donne migranti. La ricerca si svolge in collaborazione con il Cnr e ha lo scopo di individuare i fattori predisponenti della malattia in una popolazione geneticamente più esposta e con difficoltà a controllare la glicemia per una serie di problematiche culturali e sociali». Le motivazioni sono generalmente lo stato d’obesità precedente alla gravidanza, la familiarità, l’età superiore ai 35 anni, precedenti casi di diabete gravidico. «Molto resta da fare dopo il parto. Le donne con diabete in gravidanza – conclude Di Cianni -hanno un elevato rischio di sviluppare il diabete tipo 2».
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