Il Tirreno

Livorno

Terrazza Mascagni tra ritardi e parti mancanti: fra pochi giorni finalmente si riparte

Francesca Suggi
Terrazza Mascagni tra ritardi e parti mancanti: fra pochi giorni finalmente si riparte

Livorno, dopo le contestazioni, i nuovi pezzi in arrivo dalla Sardegna. Il Comune: «Operai al lavoro dalla prossima settimana»

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Aspetta i suoi “pezzi di ricambio” sua maestà la Terrazza Mascagni. Tra ritardi, contestazioni e attesa non è esattamente un trattamento da regina quello riservato alla cartolina di Livorno nel mondo. Lo si può dire senza risultare esagerati visto che ha stregato registi di spot tv, film e il mondo della moda.

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Oggi la Terrazza aspetta, anzi che brama, la fine di quei lavori di restyling che, in realtà, le hanno “regalato” anche un vestito nuovo bicolore che ha sollevato non poche perplessità nei livornesi (è dato dalla differenza cromatica tra parti vecchie e nuove per utilizzo di materiali diversi). Così come non sono mancate imprecisioni e contestazioni formali fatte in ottobre dal Comune alla ditta sarda che ha vinto l’appalto. Ed è l’amministrazione comunale, consapevole del valore del monumento cullato dalle onde e dal salmastro, a voler rassicurare i tanti cittadini che chiedono, attraverso il Tirreno, perché il cantiere sia deserto e i lavori fermi.

«Stando a quanto mi dicono i tecnici comunali nel corso della prossima settimana i lavori di restauro delle parti in muratura alla Terrazza Mascagni riprenderanno a pieno regime. L’obiettivo è concludere tutto l’intervento entro la fine del mese prossimo, mentre a partire dal lunedì 11 febbraio avvieremo la seconda fase dei lavori di sostituzione dei nuovi candelabri», rassicura l’assessore comunale ai Lavori pubblici, Alessandro Aurigi.

L’amministrazione dice di monitorare costantemente il cantiere. Sa bene che la Terrazza Mascagni è la cartolina della città oltre i confini. Così come sa bene che quei lavori di restauro sono costati alla comunità livornese 600mila euro (compresa la sistemazione dell’illuminazione e dell’area verde). Seicentomila euro per la realizzazione e sostituzione di circa 450 metri di cimasa e il rifacimento di tutte le sedute disastrate fronte mare, oltre a sistemare varie parti della pavimentazione. Lo scorso ottobre sono state fatte contestazioni formali alla ditta di Gesuino Monni srl di Arzana, in Sardegna, che ha vinto l’appalto. Le contestazioni fatte e raccontate dal Tirreno si riferivano ad interventi non accettati dalla direzione dei lavori come cimase disallineate con stuccature mal eseguite o mancanti; alcune “curvature” anomale delle balaustre. Il Comune ha preteso e ottenuto che questi pezzi venissero sostituiti.

«La ditta incaricata di eseguire i lavori sta concludendo proprio in queste ore la realizzazione delle nuove cimase che andranno a sostituire quelle usurate dagli agenti atmosferici nel corso degli anni», continua l’assessore. E parla di ritardi: «C’è voluto più tempo del previsto perché è stato necessario rifare completamente alcuni stampi, andando a ricalcolare i raggi delle curvature che in una prima fase avevano determinato un pessimo intervento di restauro».

Sono una trentina, in tutto, le parti contestate. Da rifare. Che devono arrivare dalla Sardegna. «E’ del tutto evidente - sottolinea ancora Aurigi - che su un cantiere così delicato come quello alla Terrazza, nulla può essere lasciato al caso. Per questo i nostri tecnici stanno effettuando controlli periodici, l’ultimo dei quali si è svolto proprio ieri». E chiude: «Da quanto mi risulta - conclude l’assessore - la ditta sta organizzando la spedizione dei nuovi pezzi che dovrebbero arrivare a Livorno già settimana prossima, di modo che i lavori sul cantiere possano riprendere e l’intervento possa essere completato entro la fine di febbraio. Nel frattempo si stanno concludendo i lavori di fusione dei nuovi candelabri che verranno installati a cominciare da lunedì 11 febbraio e daranno nuova luce all’intera Terrazza». —


 

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