Gioco
«La comunità senegalese ringrazi le istituzioni e chieda scusa alla città»
livorno. «Anche noi, come il Papa, abbiamo un dolore nel cuore: troppe persone sono morte in questi anni nel tentativo di raggiungere il nostro Paese dalle coste dell’Africa». Lo scrivono suor Raffaella Spiezio e gli operatori della Caritas livornese. Parlano degli uomini, delle donne e dei bambini «indeboliti dal freddo, dalla fame e dalle violenze subite nel corso di settimane, a volte mesi di prigionia, resi audaci dalla disperazione, ingannati da persone senza scrupoli e infine abbandonati a morire in mare»: «Come cristiani non possiamo rimanere in silenzio di fronte alla perdita di vite che potevano e dovevano essere salvate». «Noi che siamo impegnati direttamente in progetti di accoglienza e di integrazione – sottolineano – sappiamo che le difficoltà esistono e non intendiamo negarle, ma proprio per questo non possiamo accettare di vederle strumentalizzate per ragioni di consenso». E «se davvero vogliamo comunità più sicure, dobbiamo impegnarci per costruirne di più coese e solidali». —
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