Il Tirreno

Livorno

Cinque Stelle all’attacco: il Pd è “Pentimento Dem”, potevamo quasi prestargli il programma

J.G.

Futuro invece plaude al documento: «Significativi punti di contatto» Ma sul toto-candidato Raspanti avverte: «No a un nome targato»  

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botta e risposta

Ribattezzano il Pd gli attivisti del M5S. Lo ribattezzano affibbiandogli un inedito “Pentimento democratico” per via del documento votato dalla direzione di via Donnini, ieri presentato alla città e ai papabili alleati. Un documento che guardando alle urne parla di porto, commercio, lavoro, città. E su alcuni temi, come rifiuti («superare il ricorso all’incenerimento») e nuovo ospedale (no al project financing) segna un cambio di rotta importante rispetto al passato Dem.

«Leggendo il documento – ironizzano oggi dal Meet up – siamo stati assaliti da un atroce dubbio. Panico tra le nostre file: abbiamo iniziato a chiamare sindaco, assessori e consiglieri per sapere se anche loro fossero stati contattati dal Rinato Partito democratico per un'alleanza di qualche tipo (la loro famosa strategia del ndo cojo cojo). Convenuto che così non fosse, ci siamo concentrati sul documento scoprendo una verità che ci riempie di gioia: il fu Partito democratico, dopo averci raccontato per anni un'altra storia, è finalmente giunto alle nostre identiche conclusioni, prendendo spunto dalle nostre battaglie per provare a darsi una rinfrescata». «Ma forse esagerando con il (re)make up – attaccano i 5 Stelle – ha raccontato anche di essere contrario agli stalli blu nonostante siano presenti in tutte le città da loro amministrate. Lo avessero chiesto a noi, avremmo dato con piacere il nostro programma facendo risparmiare tempo e fatica e regalando alla città un ospedale rimodernato che, senza la loro opposizione, sarebbe già operativo in centro. Ma meglio tardi che mai. Il Pentimento democratico è ben accetto».

Ma non è certo alla reazione dei 5 Stelle che puntavano i Dem quando hanno messo sul piatto la bozza di programma. Puntavano ai papabili alleati. E i primi a reagire sono Giovanna Cepparello e Andrea Raspanti di Futuro: «Il documento è un passo avanti incoraggiante. Ci sono importanti elementi di discontinuità, significativi punti di contatto da approfondire insieme. Abbiamo ritrovato molti temi da noi sollevati in questa consiliatura. È la prova che il dialogo, quando perseguito con convinzione, dà buoni frutti». Nessuna reazione ufficiale, per ora, dai più lontani Bl o Cd.

Ma anche tra gli alleati dati per sicuri c’è il nodo dei nodi da sciogliere: il candidato. Un nome come quello del consigliere regionale Pd Francesco Gazzetti potrebbe stare sul tavolo della coalizione? Raspanti non vuole scendere ora sul terreno dei cognomi, ma: «Io ho escluso da tempo una mia ricandidatura perché credo che il mio nome, per alcuni, sia ancora troppo legato a una stagione divisiva. Anche questo è discontinuità. Credo, in generale, che un nome troppo targato farebbe torto agli sforzi di tanti e darebbe l’idea a molti di un tentativo di restaurazione. In questa fase occorre essere generosi e mettere l’interesse di Livorno avanti a tutto». —

J.G.

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di Redazione web