Il Tirreno

Livorno

Rossi: «Denunceremo quei senegalesi violenti». Diop: «Ma lui non difendeva immigrati e Rom?»

Giulio Corsi
Rossi: «Denunceremo quei senegalesi violenti». Diop: «Ma lui non difendeva immigrati e Rom?»

Livorno, dopo la protesta di 100 africani il presidente della Regione accusa: «Comportamento intollerabile». La replica: «Accerti chi ha sbagliato» 

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LIVORNO. Saranno denunciati i rappresentanti dei cento senegalesi che mercoledì hanno invaso l’ospedale, presidiando l’atrio in segno di protesta dopo che un loro connazionale, Gora Thiam, morto nel reparto di Malattie Infettive, è stato sepolto senza che fosse avvertita né la famiglia, né la comunità.

Lo ha annunciato il presidente della Regione Enrico Rossi, che ha parlato di «comportamento violento e intollerabile verso il servizio sanitario della Toscana».

Il governatore ha preso una posizione durissima verso quella parte di comunità senegalese che ha partecipato alla protesta di mercoledì, annunciando passi in Procura: «Mi attiverò presso l'Ambasciata del Senegal e darò mandato all'Asl Toscana Nord Ovest di denunciare alla Procura della Repubblica il gesto messo in atto da una parte della comunità senegalese di Livorno, perché venga giudicato per quello che è, ovvero un comportamento violento e intollerabile verso il servizio sanitario della Toscana».

«Sarà la magistratura - ha aggiunto - a stabilire la correttezza delle procedure adottate. Nel frattempo chiederemo all'ambasciata del Senegal che questi gesti siano censurati e non accadano mai più».

Va detto che la protesta di mercoledì, per quanto sia stata visivamente di forte impatto, con oltre cento senegalesi che per due ore hanno occupato l’atrio di viale Alfieri, è risultata composta e silenziosa, mai sopra le righe, in nessun caso violenta.

Ma è anche vero che le accuse rivolte al reparto di Malattie Infettive e all’ospedale in generale dagli immigrati sono state molto gravi: «Sono stati calpestati i diritti umani», ha gridato Mbaye Diop, presidente del coordinamento delle associazioni senegalesi della Toscana. Parole pesantissime verso gli operatori sanitari. A cui si è aggiunta la denuncia di Spartaco Sani, primario di Malattie Infettive, che ha raccontato che dopo aver saputo della morte del loro concittadino, «alcuni suoi connazionali sono tornati in reparto, in due, tre alla volta e hanno minacciato e creato scompiglio».

Al personale dell’ospedale di Livorno e del 9° padiglione e al loro operato, Rossi ha confermato «la piena fiducia».

La presa di posizione del governatore ha spiazzato la comunità senegalese: «Cado dal cielo, non ci credo - commenta Diop quando gli comunichiamo le parole del presidente -. Ma Rossi Rossi, Enrico? Non è possibile: da lui non mi sarei mai aspettato una reazione del genere. Non abbiamo interrotto alcun servizio pubblico, non abbiamo mai usato violenza. Penso che Rossi dovrebbe pronunciarsi per salvaguardare i diritti dei cittadini toscani, anche quelli neri che sono comunque toscani. È una delusione per la comunità senegalese, che ha sempre rispettato e stimato Rossi, il quale a parole difendeva i diritti di extracomunitari e Rom. Non vorrei che fossero i primi pezzi di una maschera che si sgretola. Rossi dovrebbe accertare dove è stato l’errore e prendere i dovuti provvedimenti. Non esiste seppellire una persona dopo 48 ore accontentandosi di due, tre telefonate a numeri occupati. La rappresentanza diplomatica che ci sta a fare? Non oso pensare a che cosa sarebbe successo se lo stesso episodio fosse capitato a un cittadino italiano in Senegal...».
 

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