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Nuovo sequestro per la discoteca, ma il locale era già stato chiuso
Livorno, l’Appendaun non rispetta il regolamento urbanistico che vieta il terziario in quella zona: l’attività aperta nel 2004
LIVORNO. Sono andati a sequestrare la discoteca ma il locale era già stato chiuso dodici giorni prima dallo stesso titolare. È una vicenda paradossale quella che riguarda l’Appendaun, l’attività aperta quindici anni fa in via Salvatore Orlando e da tempo al centro di accertamenti da parte della polizia che in passato ha contestato al titolare diverse irregolarità che hanno portato a multe e a un primo sequestro che risale a due anni fa. Anche perché spesso, durante alcune serate, oltre a balli latino americani, sono volati anche diversi colpi proibiti.
Nel novembre 2014, ad esempio, scattò una maxi-multa di seimila euro perché – secondo le forze dell’ordine – era un circolo privato trasformato in discoteca, mentre due anni fa il locale venne sequestrato per la mancanza di alcune autorizzazioni, infine nel settembre scorso arrivò una nuova multa per l’assenza della licenza. Stavolta però, la storia è un po’ diversa e molto complicata, perché nell’ordinanza firmata dal giudice viene contestata non l’assenza di agibilità o sicurezza, come spiega l’avvocata Claudia Piva, che difende il titolare della discoteca, bensì il fatto che il locale sia inserito in una zona che non ammette attività terziaria e dunque non può avere la licenza di discoteca. Uno dei paradossi sta nel fatto che proprio quell’attività sia stata aperta da anni e abbia continuato ad organizzare serate danzanti senza che questo venisse contestato presentando una richiesta temporanea (Scia).
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L’ultimo capitolo di una vicenda ingarbugliata, inizia alla fine della scorsa estate quando il titolare, d’accordo con la proprietà – va avanti il legale – si presenta all’ufficio edilizia del Comune per chiedere che il fondo da artigianale cambi destinazione d’uso e diventi commerciale e dunque, al suo interno si possa svolgere anche attività di ballo. Costo dell’operazione di accatastamento: circa ventimila euro che il titolare versa nelle casse dell’amministrazione. Passano circa tre mesi e arriva la risposta del Comune che più o meno suona così: in quella zona secondo il piano urbanistico non possono nascere attività terziarie. Dunque niente discoteca.
Nel frattempo, però, è già partita la richiesta di sequestro del locale da parte della procura che con gli atti raccolti verifica come la discoteca, così com’è, non può stare aperta e dunque chiede al tribunale di mettere i sigilli.
Allo stesso tempo il proprietario, dopo la risposta del Comune, capisce che l’esperienza dell’Appendaun in via Salvatore Orlando è finita: organizza l’ultima serata il 7 gennaio dopodiché abbassa la saracinesca. Quattro giorni dopo il Prefetto archivia il procedimento di sospensione dell’attività. Il 19 gennaio arriva il provvedimento del giudice che dà l’ok al sequestro.
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