Italia
«Spiacevole ciò che è successo, bastava chiamare il consolato»
Il console senegalese a Livorno Andrea Ermini tornerà oggi da Dakar Avvisato della scomparsa del cinquantanovenne da un connazionale
L’intervista
Andrea Ermini, console senegalese a Livorno, risponde al telefono da Dakar, dove è in viaggio diplomatico in vista delle elezioni presidenziali del mese prossimo.
Ha saputo di quello che sta accadendo in città?
«Certo, lunedì mattina sono stato chiamato da un cittadino senegalese che abita a Pontedera: mi ha informato della morte di un connazionale e mi chiedeva informazioni. Ho cercato di capire se il consolato fosse stato avvisati, ma la mia collaboratrice mi ha spiegato che non c’era alcuna comunicazione».
Perché di solito cosa succede in casi simili?
«Succede che veniamo contattati perché il rimpatrio di una salma passa, come da prassi, dalla missione diplomatica che dà il nulla osta per il rientro in patria. Poi, nel caso in cui i parenti della persona deceduta non siano in grado di accollarsi le spese del viaggio ci sono alcune associazioni che raccolgono fondi».
E perché stavolta non siete stati avvisati?
«Questo non lo so. È senza dubbio una anomalia. Negli otto casi precedenti avvenuti nell’ultimo anno è sempre accaduto. L’Asl sostiene che il defunto non avesse nessuno e che i parenti non abbiano risposto al telefono. Questo può essere vero, ma proprio in casi del genere andava chiamato il consolato che si sarebbe attivato per cercare altri parenti o amici attraverso il censimento che aggiorniamo. Anche perché la persona scomparsa non era un fantasma, ma un cittadino che aveva un regolare passaporto e dunque un’identità. Se poi non avessimo trovato nessun parente, saremmo stati noi a chiedere che fosse seppellito in Italia».
Dunque?
«È evidente che c’è stato un corto circuito. Una sorta di sottovalutazione di quanto doveva essere fatto che ha generato un episodio spiacevole. Tanto che di questo è stata informata anche l’ambasciata».
E adesso che cosa accadrà?
«Spero che la salma venga al più presto riesumata per essere poi riportata in Senegal». —
Federico Lazzotti
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