Il Tirreno

Livorno

caso diplomatico  

Seppellito senza avvisare i familiari, la salma potrà tornare in Senegal

Matteo Scardigli
Seppellito senza avvisare i familiari, la salma potrà tornare in Senegal

Incontro tra l’amministrazione e la delegazione della comunità: il corpo sarà riesumato a spese dei parenti

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«Il Comune di Livorno rispetta ogni gruppo etnico, sociale e religioso», precisava fin da subito nella mattina di ieri il capo di gabinetto del municipio, Antonio Bertelli, al termine di un lungo incontro in Sala giunta (affiancato dalle dirigenti dell’avvocatura civica e dei servizi cimiteriali) con una rappresentanza della comunità senegalese e l’avvocato incaricato dalla famiglia del defunto: «Abbiamo avviato l’iter burocratico, che sarà completato entro pochissimo tempo. La salma sarà esumata, dopodiché verrà affidata alla comunità».

All’incontro, riservato e durato più di un’ora, sono intervenuti l’avvocato Piergiorgio Lenoci, legale della famiglia di Gora Thiam (il cittadino senegalese deceduto in ospedale nel reparto di malattie infettive pochi giorni fa e sepolto all’insaputa dei parenti), Mbaye Diop, presidente del Casto (Coordinamento associazioni senegalesi in Toscana) accompagnato da altri rappresentanti della comunità, e Nango Seck, parlamentare del Senegal deputato della diaspora per l’Italia.

«La questione religiosa non è mai stata messa sul tavolo, né altre se non il diritto dei famigliari di essere avvertiti della morte di un congiunto e della sua sepoltura», spiega Lenoci, che poi prosegue: «Gora Thiam aveva un nome e un cognome, un passaporto e due fratelli residenti in Toscana. In ospedale avevano almeno tre numeri di telefono, mentre a noi risulta che abbiano fatto quattro chiamate a uno solo».

L’avvocato quindi insiste: «La legge prevede che quando muore un cittadino straniero si debba avvisare il consolato più prossimo al luogo del decesso, che in genere per la Toscana si trova a Firenze (a Livorno c’è quello onorario, nel capoluogo di regione quello di “prima classe”, ndr). Qualche anno fa un ragazzo spagnolo cadde dalle spallette a Pisa e il consolato iberico fu avvisato, qui doveva accadere la stessa cosa».

Lenoci quindi conclude: «Infine c’è il diritto di seppellire il proprio caro dove ritiene più opportuno, esattamente come quando un cittadino pisano muore a Livorno i parenti hanno piena facoltà di farlo inumare a Pisa. I miei assistiti hanno chiesto che Gora Thiam potesse andare in Senegal a spese loro, dal Comune volevano l’autorizzazione e un contributo economico per l’esumazione».

Soddisfatto Diop, che commenta: «Il Comune ha dato subito la disponibilità all’esumazione, noi ci faremo carico delle spese».

L’amministrazione comunale ha dato infatti parere favorevole alla richiesta, ma non al contributo. La vicesindaca Stella Sorgente ha confermato la propria disponibilità, in assenza del sindaco Filippo Nogarin (a Roma per impegni istituzionali), a firmare l’autorizzazione: «I rapporti umani e il rispetto per le persone vengono prima di qualsiasi cavillo burocratico, ma la pubblica amministrazione ha il dovere di rispettare procedure studiate per garantire la sicurezza di tutti, e dunque prima di firmare ho dovuto attendere un parere formale dal distretto di Igiene pubblica dell’Asl».

Parere arrivato nel tardo pomeriggio, con il dirigente medico che ha dato il nulla osta in quanto le cause di morte non rappresentano un pregiudizio per la salute pubblica.

Via libera infine all’esumazione della salma. Alle 12 di oggi Gora Thiam lascerà il cimitero dei Lupi in direzione Roma. Da lì tornerà in aereo in Senegal, dove sarà seppellito con rito musulmano. —

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