Gioco
Livorno e Colle si mettono a litigare e le case popolari a Vicarello aspettano
Casalp cambia i piani: non più case da costruire e vendere ma 33 alloggi da “dividere”. Ma chi prende in carico le famiglie?
A Vicarello ci sono 33 case popolari da costruire, ma in stand by, perché i Comuni di Collesalvetti e di Livorno da mesi non riescono a trovare un accordo. Sembrerà incredibile, ma di fatto è così. E a campagna elettorale già iniziata, il gruppo consiliare M5S di Colle ha fatto infuriare tutti dando la storia in pasto ai social e parlando di «ripicche» e «prese di posizioni politiche».
La storia in realtà parte da lontano. Almeno dal marzo 2006, quando Casalp e Comune di Colle trovano l’intesa su un progetto: il Comune, ricordano dal gruppo M5S, «si impegnava a cedere a Casalp, con il solo diritto di superficie, un’ area Peep nella frazione di Vicarello, per poi poter costruire 30 alloggi destinati alla vendita. Con il relativo incasso, Casalp si impegnava a sua volta a costruire su un’ area di sua proprietà a Colle (in via del Valico a Pisa) altri 16 alloggi da cedere poi in affitto a canone concordato». In base a questo accordo Casalp paga circa 270mila euro al Comune per i diritti di superficie: ma alla fine, per una serie di problemi tecnici, partono prima i 16 alloggi in via del Valico, che vengono poi consegnati al Comune e dati in affitto, mentre i lavori a Vicarello non partiranno mai. Alla fine nel 2014 Casalp chiede al Comune di acquistare il terreno pagando più di 800mila euro: dopo l’acquisto, però, si accorge che il mercato immobiliare è crollato e abbandona il progetto.
Il nuovo Cda cambia strada: propone ai comuni soci di costruire 33 case popolari chiedendo alla Regione di rientrare nei fondi della ex legge 560, nell’ambito del Por, il Programma operativo reinvestimento: 21 alloggi per Livorno e 12 per Colle, gli uni accanto agli altri. Ma la firma della necessaria convenzione tra le due amministrazione, una Pd l’altra 5 Stelle, si arena sul fatidico articolo 5, dove si parla di graduatorie e spese. «I due Comuni non riescono a mettersi d’accordo con il rischio che il progetto decada», ripetono dal gruppo: «È un’occasione che non possiamo perdere».
Che sta succedendo? Su cosa non si trova l’accordo? Di fatto su chi si “accollerà” le famiglie. Il sindaco Lorenzo Bacci premette che «noi siamo rimasti a quella convenzione che diceva che a Vicarello Casalp avrebbe realizzato 33 case a vendita agevolata per cittadini di Colle, tra l’altro un’operazione virtuosa perché la società si sarebbe così autofinanziata». «Quando un anno fa – riprende – ci è stato detto da Casalp che non avrebbe più potuto sostenere l’operazione, di fronte all’ipotesi di non fare più niente abbiamo aperto alla possibilità di sfruttare i finanziamenti regionali per le case popolari». «Il punto – spiega – è che un comune di piccole dimensioni come il nostro, che ha circa 6mila famiglie, ha bisogno di capire bene cosa significhi “farsi carico” di altre 22 famiglie: quali sarebbero le ricadute in termini di servizi, ad esempio sociali o scolastici». Perché le persone prese dalla graduatoria livornese diventerebbero automaticamente residenti a Colle. «Non siamo noi che freniamo – dice – è che non siamo mai riusciti a parlarne con l’assessore Apolloni e con il sindaco Nogarin, abbiamo scritto anche venerdì. Chiediamo di analizzare la situazione, di inquadrare i bisogni socio assistenziali, visto che lo strumento della gestione associata esiste già. E chiediamo a Livorno, se ce ne fosse bisogno, di accollarsi le spese». «Fino a oggi – si irrita – ho evitato che diventasse elemento di scontro politico, ora ecco questa nota 5 Stelle. Mi auguro che questa cosa porti almeno a un dialogo, il mio numero Nogarin ce l’ha...». «Non è così – controbatte dall’altra parte l’assessore al sociale Leonardo Apolloni – ci sono stati dei tentativi di trovare un accordo per l’articolo 5, che si concentra su chi deve farsi carico delle famiglie indicate dalla nostra graduatoria. Colle vuole che ce ne facciamo carico noi: noi abbiamo risposto che se hanno paura che arrivino persone che appesantiscano i costi sul sociale, mandiamo famiglie che non sono nell’emergenza abitativa ma nella graduatoria Erp. Questo possiamo fare». E si arrabbia: «Colle non può prendersi la responsabilità di rinunciare a questi alloggi anche per i suoi cittadini. È incredibile. Incomprensibile. Ma certo che ci incontreremo, il problema è essere arrivati fin qui».
Nel mezzo la presidente Casalp, Vanessa Soriani: «Mi auguro che trovino l’accordo. Perché è la soluzione per risolvere uno stallo di anni. Perché siamo in emergenza abitativa. E perché è stato un traguardo invertire il percorso per costruire case popolari». —
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