La protesta
L’Authority in lotta contro l’inquinamento da rumore
LIVORNO. L’Authority si doterà di «una strumentazione basata su sensori certificati di rilevamento continuo del rumore»: saranno localizzati nei punti di maggiore interesse del porto. Si tratta di una iniziativa sotto il segno della lotta all’inquinamento acustico: l’annuncio è arrivato a Cagliari nel corso dell’evento di lancio del progetto Mon Acumen che si occupa di monitoraggio attivo del rumore in area urbano-marittimo e che vede come capofila Palazzo Rosciano, sede dell’istituzione portuale.
È prevista – viene spiegato – la progettazione e la predisposizione di sistemi di rilevamento acustico delle maggiori sorgenti sonore in porto attraverso l’utilizzo di sensoristica dedicata e software di monitoraggio interoperabili, sostenibili e certificate. Lo scopo? «Ottenere, confrontare e classificare dati sul rumore in porto per aggiornare la pianificazione portuale, comunale e provinciale, e predisporre interventi di risanamento e pianificazione dei trasporti». È un progetto che durerà 3 anni e prevede una spesa di circa 1, 8 milioni di euro coperti al 100% dal programma It-Fr Marittimo.
«Questa strumentazione – afferma l’Authority – verrà integrata all’interno della piattaforma digitale “Monica”, l’infostruttura strategica per il monitoraggio e il controllo in tempo reale delle aree portuali».
All’iniziativa hanno aderito anche l’Università di Genova, Arpat, Authority di La Spezia-Carrara e di Sardegna, Camera di Commercio di Bastia: ha a che veder con la pianificazione e il controllo acustico nei porti commerciali dell’area di cooperazione con lo scopo – viene sottolineato – di «sviluppare una comune metodologia di analisi della descrizione acustica e del rilevamento del rumore, e definire una progettazione condivisa dei sistemi di monitoraggio». —
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