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Sospensione dei vertici dell’Autorità portuale, slitta ancora la decisione
Livorno, nuova svolta nell'inchiesta sulle concessioni in porto: gli avvocati contestano il deposito di alcuni atti del pm. E ora gli indagati potrebbero essere interrogati di nuovo
La decisione sulla sospensione dei vertici dell’Autorità portuale di Livorno – attuali e precedenti – dalle cariche pubbliche per un anno, slitta ancora. E i tempi, ora, potrebbero allungarsi di molto. Lunedì 21 gennaio, infatti, scadevano i dieci giorni concessi dal giudice Marco Sacquegna ai difensori dei quattro indagati accusati di abuso d’ufficio nell’ambito delle presunte concessioni illecite rilasciate dal 2012 ad oggi per la gestione di tre accosti sulla sponda Ovest, per presentare una memoria rispetto ai nuovi documenti depositati dal procuratore capo Ettore Squillace Greco, titolare del fascicolo.
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Risultato? Le avvocate di Massimo Provinciali (Sabrina Franzone) e Matteo Paroli (difeso da Anna Francini), rispettivamente segretario generale dell’Authority negli ultimi due mandati e l’ex responsabile del settore Demanio e attualmente segretario generale ad Ancona, nelle repliche hanno sollevato una questione giuridica. Per farla breve, visto che si tratta di meccanismi abbastanza complicati, esiste una sentenza della Corte di Cassazione in cui si dice chiaramente come nel momento in cui – è questo il caso – si chieda una misura interdittiva nei confronti di amministratori pubblici, tutti gli atti dell’accusa devono essere depositati prima dell’interrogatorio di garanzia.
In questo caso l’udienza si è svolta il 28 dicembre scorso. Secondo le avvocate dei due manager, però, la memoria depositata dal procuratore l’8 gennaio scorso sarebbe un’integrazione visto che al suo interno ci sarebbe la consulenza di un esperto che spiega come devono essere gestite (e affidate ) le concessioni temporanee. Dunque se questo è vero – è il ragionamento delle avvocate – essendo atti nuovi, il giudice, presa visione dei documenti depositati, dovrebbe interrogare nuovamente gli indagati. Una possibilità che verrà comunicata ai diretti interessati, oltre a Provinciali e Paroli sono indagati anche l’ex numero uno Giuliano Gallanti e l’attuale presidente Stefano Corsini, nei prossimi giorni.
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