Il Tirreno

Livorno

lutto nella comunità ebraica 

Si è spento all’età di 73 anni Manlio Calò

Matteo Scardigli
Si è spento all’età di 73 anni Manlio Calò

È stato autista dell’Aamps e steward amaranto Lascia la moglie e i due figli Oggi alle 14.30 il corteo funebre verso Santo Stefano ai Lupi

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Manlio Calò era quel signore sempre sorridente in sella alla sua inseparabile bicicletta, che ultimamente amava andare al mercato e fermarsi per scambiare una parola con tutti, su qualsiasi argomento.

Prima ancora era stato quell'infaticabile autista di Aamps andato poi finalmente in pensione nel 2000, allo stesso tempo l'affabile steward dello stadio Armando Picchi che collezionava foto con i grandi ex giocatori del Livorno, da Igor Protti a Daniele Vantaggiato, amico di tanti giornalisti e delle forze dell'ordine in servizio per le gare sportive, a cui apriva i cancelli, e da sempre membro attivo della comunità ebraica livornese.

Conosciutissimo in città, Manlio Calò era nato nel 1945 se n’è andato nel sonno a 73 anni quando il suo cuore semplicemente si è fermato, nella notte tra venerdì e ieri. Una morte del tutto inaspettata per la famiglia: la moglie Graziella, che al risveglio lo ha trovato senza vita, i figli Andrea e Barbara, e i tre nipotini che tanto amava ed erano la gioia della sua pensione.

«Era una persona estremamente altruista, sempre pronto a dare una mano ai vicini di casa così come agli sconosciuti. Che si trattasse di una semplice cortesia o di un grande favore lui era sempre pronto a offrirsi», ricordano di lui i suoi cari, che poi proseguono: «Nel palazzo dove abitava ormai era diventato il punto di riferimento per chi non poteva svolgere le proprie commissioni giornaliere, delle quali lui si sobbarcava volentieri. Si recava perfino a pagare le bollette a chi non poteva andarci da solo».

Calò resterà nella casa di famiglia in via Maria Montessori, nel quartiere La Rosa, fino alle 14.30 di oggi. A quell’ora partirà il corteo funebre diretto verso il cimitero ebraico in Santo Stefano ai Lupi.

A tutti coloro che volessero dargli un ultimo saluto la famiglia chiede offerte alle cure palliative, alla pubblica assistenza e naturalmente alla comunità ebraica di Livorno. —

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