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Morto a 31 anni, la moglie: «Voglio la verità»
La procura sente 15 testimoni fra agenti e soccorritori del 118: domani è prevista l’autopsia dell’ex addetto del porto
«Voglio la verità sulla morte di mio marito». Il dolore è troppo grande per il cuore di una vedova così giovane. Che si chiude nel silenzio, almeno per ora. Trova soltanto la forza di raccontare al suo avvocato chi era Arafet, l’uomo che aveva sposato cinque anni fa (dopo quattro di fidanzamento) e con il quale era venuta a stabilirsi a Livorno, dopo aver vissuto a lungo a Montelupo. Lei è Azzurra Tampucci, moglie di Arfaoui, morto a 31 anni in un money transfer a Empoli, durante un controllo di polizia, colpito da arresto cardiaco dopo che era stato immobilizzato con manette ai polsi e corda alle caviglie.
Intanto ieri la pm ha conferito l’incarico per l’autopsia, che sarà effettuata domani all’istituto di medicina legale di Firenze. Vi parteciperà anche un consulente tecnico di parte, spiega l’avvocato Giovanni Conticelli, legale della moglie di Arfaoui: «La mia assistita è devastata dal dolore e in questo momento non se la sente di dire niente. Mi ha chiesto di fare tutto il possibile per fare completa luce su questa tragedia. E l’autopsia rappresenta un passaggio importante per capire molte cose. Noi faremo ogni tipo di attività investigativa per contribuire ad arrivare alla verità su quanto è accaduto all’interno del locale: a noi risulta che Arafet sia stato portato di peso dai poliziotti in una stanzina dove non c’erano telecamere». Su questo aspetto ci sono versioni discordanti: secondo il titolare del negozio era Arafet a voler chiudersi in bagno, coi poliziotti che cercavano di impedirglielo.
L’uomo era entrato per inviare soldi ai suoi genitori in Tunisia. Ma una delle banconote (da 20 euro), era falsa: ne è nato un diverbio ed è partita la chiamata al 113. Pochi istanti dopo essere stato immobilizzato, il suo cuore si è fermato.
Per capire se ci sono delle responsabilità proseguono gli interrogatori condotti dalla squadra mobile di Firenze. In tutto sono state ascoltate 15 persone tra poliziotti, medici e sanitari del 118 e testimoni. Per il momento il fascicolo per omicidio colposo aperto dalla procura resta a carico di ignoti. I 4 agenti di polizia intervenuti per bloccare Arfaoui (che aveva precedenti penali) sono stati interrogati venerdì in procura negli uffici della pm Christine Von Borries, titolare delle indagini. Le loro versioni, secondo quanto si apprende, sarebbero concordanti e al momento non sarebbero emersi elementi che facciano pensare a evidenti irregolarità nel loro comportamento e in quello tenuto dai soccorritori. —
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