Gioco
Dialogo ebraico-cristiano crescono fiducia e stima In tanti alla celebrazione
LIVORNO. Celebrata la XXX giornata del Dialogo ebraico-cristiano. Come consuetudine nel primo pomeriggio, insieme al Rabbino Yair Didi, al vescovo monsignor Simone Giusti e ai rappresentanti delle confessioni cristiane, sono stati recitati i Salmi davanti alla Kannukkia del Tempio; poi è seguito il dialogo a due voci sul Libro di Ester nel salone Alberto Ablondi. Crescono fiducia e stima. Il Rabbino ha fatto un introduzione sulla Meghillà di Ester che è una delle cinque Meghillot dei Ketuvim che si legge in occasione di Purim, la festa che ricorda la vittoria del Popolo Ebraico su coloro che tentarono di distruggerlo e, nell’arco di un breve lasso di tempo, la svolta repentina dalla sconfitta alla vittoria. La professoressa Carla Guastalla vicepresidente nazionale dell'associazione Donne Ebraiche Italiane Wizo, ha presentato la Meghillà quale testo che dal passato ci porta all'attualità e guarda anche al futuro.
Il rotolo (la Meghillà ) è simbolo della rotazione della terra, il ciclo eterno della vita e della morte. Così ogni anno, questa Meghillà , viene letta come se fosse la prima volta. La storia di Purim è avvincente e avventurosa e dall’esito lieto. Se consideriamo il terzo capitolo, potrebbe essere intitolato “Teoria e pratica dell’antisemitismo” tanto è capace di illuminarne la storia.
Il pastore Daniele Bouchard appartenente al filone Riformato e nello specifico Valdese, ha posto all'attenzione il tema conflitto tra le identità, aspetto quanto mai attuale. Il diacono Andrea Zargani direttore del Cedomei, a conclusione del vivace e seguito dibattito seguito al commento dei relatori, ha sottolineato come questo testo suggerisce di andare oltre le apparenze. Ha ribadito come questa Giornata di approfondimento del dialogo tra cattolici ed ebrei aiuta riscoprire il legame con l’ebraismo nella sua storia e nel suo presente in mezzo a noi. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
